Repubblica Roma 5 Marzo 2015

Il Messaggero 5 Marzo 2015

Il Manifesto 5 Marzo 2015

Gazzetta del Mezzogiorno 5 Marzo 2015

Trovaroma di Repubblica 5 Marzo 2015

L'Huffington post 5 Marzo 2015

Quel che ci manca di Lucio

La sala è piena. Il brusio non è quello distratto dei masticatori di popcorn. Chi è qui non ha scelto a caso il film, che poi tecnicamente non è neanche un film nel senso di fiction, ma un documentario. Senza Lucio è stato presentato nella settimana del compleanno del cantante che avrebbe superato la soglia dei 72. È soddisfatto il produttore Massimiliano De Carolis, che è anche co-sceneggiatore: “Se il 25 dicembre è il giorno di Gesù, il 4 marzo è il giorno di Lucio Dalla. Non ci aspettavamo di finire in 188 sale”.

Il risultato di così tanti cinema è eccezionale per un documentario di produzione italiana. Gli fa eco il regista e sceneggiatore, Mario Sesti, che è ben cosciente che c’è un pezzo di Lucio così come un pezzo di Italia nel lavoro proiettato. Sei mesi per molte testimonianze e un racconto.

Volevo raccontare qualcosa di diverso. Passione, ironia e autoironia le ho respirate da Lucio e da chi lo ha conosciuto. C’è anche una componente geografica. Una linea di orizzonte che si sposta all’infinito, come piaceva pensare a lui che era sempre alla ricerca del nuovo. La scomparsa di Dalla è stata la scomparsa di una certa immagine del nostro paese. Anche del personaggio che rappresentava. Nonostante fosse Lucio Dalla era comunque curioso di te che gli stavi di fronte.

Sesti lo racconta attraverso le voci della paesana delle Tremiti che ricorda le sue litigate, del contadino dei campi alle falde dell’Etna che non dimentica come il cantante imitasse i botti del vulcano, dell’albergatore di Sorrento che gli ispirava la figura di Caruso dalla stanza del tenore. Praticamente, è anche un giro d’Italia.

Poi ci sono molti altri personaggi, dall’angelo giovanile Piera degli Esposti fino al consigliere spirituale Padre Bianchi, gli amici Charles Aznavour, Isabella Rossellini, i fratelli Servillo, solo per citarne alcuni. Qualcuno lo ricorda come uno sciamano che leggeva nella gente indovinando il passato. Ma la voce più forte, quella che dovrebbe essere gridata per il vuoto che ha dentro e invece è pacata per il silenzio dell’anima in pace è quella di Marco Alemanno. Negli ultimi anni, Marco era molto. E Lucio era tutto per Marco. Lo si era letto già dalle pagine di Dalla Luce alla notte. Come nel libro, ci sono le foto, i ricordi, una poesia di coppia. Mai ostentata.

È doveroso parlare del lavoro di Mario Sesti e Massimiliano de Carolis perché è l’unico, in questi giorni di ricorrenze, a rivelare che c’è un Dalla oltre il Lucio stra-celebrato della sua casa e delle note che ogni sera si levano a Bologna in via D’Azeglio. Più o meno ogni testata ha raccontato come erano fatti i muri e gli arredi. Quasi fosse andato in scena un Dalla da catalogo Ikea. Nessuno o quasi ha detto che in via d’Azeglio c’erano due persone. Il documentario di Sesti colma questo vuoto, raccontando anche “l’altro”. Marco, Trìcchete, come lo chiamava il cantante. Le foto scattate, le parole registrate, i ricordi indelebili sono il contenuto più ricco di questo documentario che gli appassionati si sono goduti. Non so quanti di quelli che hanno visitato la casa in questi giorni si sono accorti di aver visto solo un pezzo. Senza Lucio e senza Marco. Ieri al cinema ho visto solo Senza Lucio, e nella malinconia del racconto ho apprezzato Marco – e dunque Lucio – a cui in parecchi dovrebbero chiedere scusa. Ma questo ragazzo è troppo signore per alzare la voce e ha dato una lezione a molti. Forse è proprio la conferma che lo stile di re Dalla è stato davvero contagioso per chi lo ha abbracciato.

Tirreno 5 Marzo 2015

Eco Bergamo 5 Marzo 2015

Corriere del Mezzogiorno 4 Marzo 2015

Il Giornale 4 Marzo 2015

Repubblica Roma 4 Marzo 2015

Repubblica Napoli 4 Marzo 2015

Repubblica Milano 4 Marzo 2015

Repubblica Firenze 4 Marzo 2015

Repubblica Bari 4 Marzo 2015

Provincia Lecco 4 Marzo 2015

Provincia Sondrio 4 Marzo 2015

Provincia Varese 4 Marzo 2015

Cinematografo 3 Marzo 2015

Senza Lucio

 

Sopravvivere, e male, senza Dalla: il documentario di Mario Sesti per ritrovarlo, ancora, domani in sala.

di Federico Pontiggia – 3 Marzo 2015

Sopravvivere, e male, senza Lucio Dalla. Se n’è andato tre anni fa, il celebre cantautore bolognese, ma Senza Lucio ce lo fa sentire ancora, qui e ora, nella maniera più insolita, più intelligente, ed empatica: nessuna immagine di repertorio, nessuna interpretazione, bensì le foto del compagno Marco Alemanno, le testimonianze di chi lo ha conosciuto, gli omaggi e le rivisitazioni dei colleghi: Dalla c’è e si sente, eccome. Documentario firmato dal critico e
regista Mario Sesti, Senza Lucio è di più: un abbraccio audiovisivo, un testamento partecipe, un’assenza presente. Ascoltare, e vedere, per credere: Con Lucio.
Nel giorno dell’anniversario della nascita di Lucio Dalla domani 4 marzo e il 5 marzo sarà in oltre 186 sale italiane il film di Mario Sesti Senza Lucio, prodotto da Erma Production di Massimiliano De Carolis e distribuito da Unipol Biografilm Collection – I Wonder Pictures. “Tutto il film nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla”, così dichiara Mario Sesti autore e regista di Senza Lucio, che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata del grande autore bolognese. “Come dice
Marco Alemanno nel film: “Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto”, ma la verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che c’era da sempre molto vicino”.

Rai News 3 Marzo 2015

Arbore, Rossellini, Degli Esposti: ‘Senza Lucio’. Le foto, i ricordi, le testimonianze, il film

 

“Senza Lucio” un film di Mario Sesti per ricordare Dalla nel giorno del suo compleanno, “4 marzo 1943″, a tre anni dalla sua scomparsa. Il docu-film è una raccolta di ricordi, foto, testimonianze di amici famosi e gente comune. Charles Aznavour lo avrebbe voluto scritturare ma arrivò tardi, i fratelli Taviani invece lo fecero recitare in un film. Isabella Rossellini dice una grande verità:”Dalla appartiene a tutti noi”. Una perdita che viene percepita come l’assenza di un amico o di un parente. E ancora i ricordi di Renzo Arbore, Stefano Di Battista, Piera Degli Esposti, il teologo Enzo Bianchi, la sua factotum Carolina Lamanna, indispensabile nei suoi soggiorni alle Tremiti, e molti altri. Domani servizi sull’anteprima del film di Roma e da Bologna, dalla sua casa per l’occasione aperta al pubblico.

La Repubblica Firenze 3 Marzo 2015

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Il Messaggero 3 Marzo 2015

Senza Lucio, il film sulla vita di Dalla in anteprima per i lettori del Messaggero all’Adriano

 

Martedì 3 marzo alle 21 alla Sala Bio, Unipol Biografilm Collection presenta la proiezione speciale di Senza Lucio il documentario di Mario Sesti su Lucio Dalla.

 

Lo sconto per i lettori del Messaggero
I lettori del Messaggero potranno avere uno sconto sul biglietto di ingresso alle due anteprime (6 euro anziché 8,50).

Per avere la riduzione occorre registarsi con il codice partner SL33MG sul sito www.biografilm.it/senzalucio.

Presentato in anteprima mondiale al Torino Film Festival 2014, il film affianca alla testimonianza di Marco Alemanno, la persona che gli è stata più vicina negli ultimi dieci anni di vita, le voci di chi ha collaborato con Dalla e lo ha conosciuto meglio, tra artisti, attori, critici e intellettuali. Senza Lucio è prodotto da Erma Productions e sarà distribuito in più di 150 sale italiane da Unipol Biografilm Collection – I Wonder Pictures a partire da giovedì 4 marzo, nell’anniversario della nascita di Dalla (4 marzo 1943).

SENZA LUCIO
(Italia/2014/86′)
Regia di Mario Sesti

Sala Bio nasce come estensione nel corso dell’anno di Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna, il primo festival italiano dedicato alle biografie e ai racconti di vita i cui ambiti spaziano dal cinema alla letteratura, dal documentario alla fotografia, dall’arte al teatro, alla musica. Dopo la sala bolognese e l’apertura della sala milanese, che si avvia alla sua seconda edizione, Sala Bio espande ulteriormente i suoi orizzonti e per tutta la stagione 2014/2015 proporrà anche a Roma una programmazione eterogenea e che spazierà dalla fiction ai documentari e che sarà densa di anteprime, eventi e incontri.

Aska 3 Marzo 2015

Domani in sala “Senza Lucio”. Il 4 e 5 marzo in 170 sale

Nel giorno dell’anniversario della nascita di Lucio Dalla domani 4 marzo e il 5 marzo sarà in oltre 170 sale italiane il film di Mario Sesti “Senza Lucio”, prodotto da Erma Production di Massimiliano De Carolis e distribuito da Unipol Biografilm Collection – I Wonder Pictures. “Tutto il film nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla”, così dichiara Mario Sesti autore e regista di “Senza Lucio” film documentario, che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata del grande autore bolognese. “Come dice Marco Alemanno nel film: “Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto”, ma la verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che c’era da sempre molto vicino”.

Cinecittà News 3 Marzo 2015

‘Senza Lucio’ in 170 sale nell’anniversario della nascita

 

Domani 4 marzo, giorno dell’anniversario della nascita di Lucio Dalla, e il 5 marzo sarà in oltre 170 sale italiane il film di Mario Sesti Senza Lucio, prodotto da Erma Production di Massimiliano De Carolis e distribuito da Unipol Biografilm Collection – I Wonder Pictures.
“Tutto il film nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla”, così dichiara Mario Sesti autore e regista del film documentario, che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata del grande autore bolognese. Come dice Marco Alemanno nel film: “Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto, ma la verità
è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che c’era da sempre molto vicino”.

Il Fatto Quotidiano 3 Marzo 2015

Lucio Dalla, tre anni dopo appuntamento a casa sua con Morandi, Arbore e Ron

 

Decine di nomi tra i più importanti della musica italiana si
esibiranno nell’abitazione il 2, 3 e 4 marzo 2015 in via D’Azeglio a
Bologna. Canteranno, suoneranno e chiacchiereranno con il
pubblico (pagante)

di Davide Turrini – 3 Marzo 2015

Ron, Renzo Arbore, Samuele Bersani, Ornella Vanoni, Gianni Morandi (con chitarra e bastone supporto per i selfie), Gigi D’Alessio, Caterina Caselli, gli Stadio. Poi ancora Paolo Fresu, Piero Odorici, Noemi, Jimmy Villotti, Federico Zampaglione, Stefano Di Battista. Decine di nomi tra i più importanti della musica italiana si sono dati appuntamento “a casa” di Lucio Dalla il 2, 3 e 4 marzo 2015 in via D’Azeglio a Bologna. Canteranno, suoneranno e
chiacchiereranno con il pubblico (pagante) dentro l’abitazione, le cui mansarde sono rimaste senza un acquirente dopo l’asta andata a vuoto, e che nel suo piano nobile zeppo di opere d’arte diventerà presto una casa-museo con la benedizione e l’appoggio del Ministero dei Beni Culturali. Il giorno 2, 3 e 4 marzo i fortunati possessori dei 622 biglietti che permetteranno l’ingresso nell’ormai storico spazio di via D’Azeglio (i tagliandi sono stati venduti in nemmeno tre ore), potranno accedere a scaglioni dalle 11 alle 19 e ad ogni entrata ci saranno diversi personaggi ad intrattenerli tra dipinti di Mimmo Paladino (anche lui presente nei giorni di visita), il divano usato per le superproiezioni cinematografiche di casa Dalla e la memorabilia di 40 anni di collezionismo artistico ad altissimo livello. Alessandro Haber, ad esempio, reciterà alcuni testi meno conosciuti del cantautore; Vanoni e Bersani offriranno un imperdibile duetto; Gigi D’Alessio racconterà dei legami di Lucio con Napoli; l’amico Vincenzo Mollica mostrerà dei video inediti e ci sarà perfino il giornalista e conduttore di Rai Storia Max Bernardini per raccontare il rapporto tra Dalla e l’aldilà (qui la lista completa degli ospiti). Non ci sarà, invece, Marco Alemanno, il compagno del cantautore scomparso: “Abbiamo il massimo rispetto per lui – ha spiegato la parente di Dalla e presidente della Fondazione a lui dedicata, Donatella Grazia — ma le nostre strade si
sono separate fin dall’inizio”. Alemanno è invece il protagonista del documentario diretto da Mario Sesti “Senza Lucio” in anteprima in questi giorni in numerose sale cinematografiche italiane e dal 5 marzo prossimo in prima visione da Vipiteno a Siracusa. Non passa anno che quel primo marzo 2012 di dolore venga ricordato con sentita e toccante devozione; come del resto quel 4 marzo 1943 viene ancora una volta celebrato come la data di nascita di un genio della musica. Lucio Dalla riappare sempre, quando meno te lo aspetti. Accendi la radio e lo ritrovi tra le frequenze della stazione commerciale, come in quella di nicchia. Versi, ritornelli, melodie che sono il Dna di una nazione. Lo scopri quando all’improvviso due film italiani importanti, due grosse produzioni per sintetizzare uno stato d’animo gioioso dei protagonisti del film fanno partire per due-tre minuti a tutto volume “Telefonami tra vent’anni” (“Il Nome del Figlio” della Archibugi) o “La sera dei miracoli” (“Nessuno si salva da solo” di Castellitto). Diversa la vicenda legata all’eredità immobiliare del famoso cantautore bolognese ora deviata, e in qualche modo rallentata, dall’operazione “vincolo” posta nell’ottobre 2014 dal ministro Dario Franceschini – tra l’altro anche lui presente in uno degli slot casalinghi in cui entrerà il pubblico. Sui duemila metri quadrati destinati a diventare Casa Museo, Mibact e Sovrintendenza di Bologna hanno infatti posto il vincolo che riguarda gli oggetti lì presenti, collezionati da Dalla, che non possono essere venduti o spostati, salvo autorizzazione. L’apertura della casa-museo, dicono i parenti/eredi, “avverrà entro il 2015. E’ un’ipotesi, non una promessa”. La cautela è d’obbligo dal momento che sarebbero dovuti essere proprio questi i giorni in cui il Museo dedicato a Dalla avrebbe dovuto aprire al pubblico.

La Gazzetta di Mantova 3 Marzo 2015

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Primissima 3 Marzo 2015

Il 4 e 5 marzo in 170 sale il documentario che ripercorre la vita e la
storia di Dalla attraverso la voce di Marco Alemanno e dei suoi amici

 

Nel giorno dell’anniversario della nascita di Lucio Dalla domani 4 marzo e il 5 marzo sarà in oltre 170 sale italiane il film di Mario Sesti “Senza Lucio”, prodotto da Erma Production di Massimiliano De Carolis e distribuito da Unipol Biografilm Collection – I Wonder Pictures. “Tutto il film nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla”, così dichiara Mario Sesti autore e regista di “Senza Lucio” film documentario, che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata del grande autore bolognese. “Come dice Marco Alemanno nel film: “Sono stato la persona che Lucio ha voluto
vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto”, ma la verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che c’era da sempre molto vicino”.

Vanity Fair 3 Marzo 2015

Senza Lucio, in sala il Dalla «bulimico di vita»

 

Il ritratto del cantantautore nel documentario di Mario Sesti, attraverso fotografie e parole di Marco Alemanno. «Bugiardo», «medium» e appassionato di cinema, ecco un ritratto intimo di Dalla, nel film Senza Lucio, in sala nel giorno del suo compleanno

 

di Emanuele Bigi – 3Marzo 2015

Lucio Dalla raccontato dal compagno di vita Marco Alemanno. È sua la voce portante del documentario di Mario Sesti Senza Lucio, nelle sale dal 4 marzo (giorno del compleanno di Dalla).
Un viaggio tra i ricordi, le foto dell’archivio di Alemanno (molte mai viste prima), le canzoni (da Caruso a Le rondini, da Il cielo a Felicità, da Futura a Come è profondo il mare), i luoghi che hanno segnato il cantante bolognese (le isole Tremiti, L’Etna e la Sicilia) e le voci di amici e colleghi (tra cui Renzo Arbore, Paolo Nutini, Peppe e Toni Servillo, Isabella Rossellini, Charles Aznavour, John Turturro e le persone comuni che lo hanno conosciuto bene).

Alemanno esordisce con il primo incontro, «era il 1997», poi parla della «bulimia di vita» di Lucio. «Si divertiva ad essere musicista, gallerista, a dipingere e a scrivere. Non si bastava mai. Aveva la necessità di fare altro perché temeva la fine dell’incanto – afferma il compagno – il suo peggior nemico era la frenesia. Il cuore gli è esploso per  troppa vita».

Tra i progetti futuri c’erano un’opera teatrale su Michelangelo per l’Expo, un disco dal titolo La partita di calcio e un ipotetico tour insieme a Battiato (dopo Morandi e De Gregori).  «Era un bambino e non si vergognava di esserlo», dice Toni Servillo.

Il film, entrato nella cinquina dei Nastri d’Argento per il Miglior documentario sul cinema e lo spettacolo, ci fa scoprire molte curiosità: la madre di Arbore vendeva i vestiti alla madre di Lucio. Quando il cantautore e clarinettista pugliese se lo trovò davanti alla RCA nel 1962 lo riconobbe.

Lucio amava tantissimo il cinema: «A volte mi obbligava a vedere per ore intere saghe, da Il padrino a Il signore degli anelli, a Guerre stellari. E non mancavano le maratone Kubrick o Tarantino», rivela Marco.
Il palcoscenico è sempre stato il suo luogo ideale. Anche da piccolo la madre lo faceva recitare, ma si rese conto che col passare del tempo non cresceva in altezza come gli altri bambini, allora lo sottopose a un trattamento di ormoni che gli provocò una crescita eccessiva di peli.

E poi: che Dalla fosse un «bugiardo» è risaputo, ma non che fosse un medium. Qualcuno sostiene anche questo.

Senza Lucio ci porta a conoscere più a fondo il cantautore di Piazza grande, «un musicista fuori dall’ordinario, un po’ come Battisti e Jannacci – lo descrive Arbore – che si nutriva di musica jazz, di lirica, reggae e canzoni napoletane. Per lui Let It Be dei Beatles in confronto a Era de maggio era un jingle pubblicitario».

E si nutriva di Sud. Sorrento (dove compose Caruso), l’Etna, la Sicilia, la Puglia, le Tremiti e Manfredonia «erano fonti inesauribili di energia». «Si è sempre sentito mezzo pugliese  – racconta Alemanno – per alcuni era considerato il figlio illegittimo di Padre Pio».

Ciak 3 Marzo 2015

SENZA LUCIO

Italia, 2015 Regia Mario Sesti Produzione Massimilano De Carolis Distribuzione I Wonder Durata 1h e 26

 

Il documentario diretto da Mario Sesti e presentato quest’anno al Festival di Torino è l’affettuoso ricordo di uno dei più amati cantautori italiani, Lucio Dalla. Accanto alle immagini dei luoghi in cui il cantante ha vissuto s’intervallano i racconti e le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto. Parla soprattutto Marco Alemanno, ma molti altri hanno dato il proprio contributo: tra questi, Renzo Arbore, John Turturro, Isabella Rossellini, Kerry Kennedy e Toni Servillo. Proprio il 4 marzo Dalla avrebbe compiuto 72 anni.

9 colonne 3 Marzo 2015

CINEMA: DA DOMANI AL CINEMA “SENZA LUCIO” DI MARIO SESTI

 

Nel giorno dell’ anniversario della nascita di Lucio Dalla domani e giovedì sarà in oltre 170 sale italiane il film di Mario Sesti “Senza Lucio”, prodotto da Erma Production di Massimiliano De Carolis e distribuito da Unipol Biografilm Collection – I Wonder Pictures. “Tutto il film nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla”, così dichiara Mario Sesti autore e regista di “Senza Lucio” film documentario, che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata del grande autore bolognese. “Come dice Marco Alemanno nel film: “Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto”, ma la verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se
avessimo perso qualcuno che c’ era da sempre molto vicino”.

Ravenna Notizie 3 Marzo 2015

“Senza Lucio”, il docufilm di Mario Sesti dedicato a Dalla arriva al cinema Astoria

 

“Senza Lucio”, il docufilm di Mario Sesti, sarà al cinema teatro Astoria di Ravenna mercoledì 4 marzo. Il film racconta Lucio Dalla attraverso gli occhi di chi gli è stato più vicino negli ultimi dieci anni, Marco Alemanno.

Alemanno parla del suo incontro con Lucio, della sua crescita umana, professionale e artistica vivendo al suo fianco, ma anche di tutti gli aspetti più quotidiani e profondi della vita di Dalla: dall’amore per il Sud d’Italia, nato durante l’infanzia, alla passione per il cinema, dal suo rapporto con la musica alla sua bulimica curiosità di gettarsi continuamente in altre avventure (il teatro, la poesia, l’arte in genere), dalla frenesia mercuriale all’umorismo inesauribile.

Non mancano nel film le voci di chi ha collaborato con lui e lo ha conosciuto meglio (in Italia come all’estero): star internazionali come per esempio Charles Aznavour o Paolo Nutini, attori e autori di cinema con cui ha lavorato come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino, critici musicali come Ernesto Assante e Gino Castaldo, ma anche musicisti e nomi noti dello show business e del professionismo musicale come Renzo Arbore, Stefano Di Battista, i Marta sui Tubi, Piera Degli Esposti (che lo conosceva sin dall’infanzia), Paola Pallottino (che ha scritto per lui il testo di 4/3/1943) oppure Michele Mondella e Beppe D’Onghia (che hanno lavorato con lui per decenni).

Film Tv 3 Marzo 2015

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Il Giornale 2 Marzo 2015

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Quotidiano Basilicata 2 Marzo 2015

Panorama 1 Marzo 2015

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Il 4 marzo, data di nascita dell’indimenticabile Lucio Dalla, oltre che titolo del brano-manifesto della sua poetica,  4-3-1943, con il quale è arrivato terzo al Festival di Sanremo del 1971, sarà anche il giorno in cui saràtrasmesso in 150 cinema il film Senza Lucio.

 

di Gabriele Antonucci – 28 Febbraio 2015

 

Presentato in anteprima mondiale al Torino Film Festival 2014, il film affianca alla testimonianza di Marco Alemanno, la persona che gli è stata più vicina negli ultimi dieci anni di vita, le voci di chi ha collaborato con Dalla e lo ha conosciuto meglio, tra artisti, attori, critici e intellettuali, grandi personalità nazionali e internazionali.

La pellicola sarà presentata  il 4 marzo alle ore 20.30 a Sala Bio di Milano, introdotta dal regista Mario Sesti e dal produttore Massimiliano De Carolis.

Senza Lucio è il racconto di Lucio Dalla attraverso gli occhi di Marco Alemanno: il loro incontro, l’amore per il Sud d’Italia, la passione per il cinema, la sua bulimica curiosità e l’umorismo inesauribile. E poi Bologna, Manfredonia e la Sicilia.

Non mancano le voci di chi con Lucio ha collaborato e lo ha conosciuto meglio: Charles Aznavour, Paolo Nutini, John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini, Ernesto Assante, Gino Castaldo, Renzo Arbore, i Marta sui Tubi, Piera Degli Esposti, Paola Pallottino, Toni Servillo.

Il film esce a tre anni dalla scomparsa di uno dei nostri cantautori dei più geniali e innovativi. L’1 marzo 2012 è una data tristemente nota perché ha segnato la morte improvvisa di Dalla, avvenuta a causa di un attacco cardiaco in un albergo di Montreux, dove si era esibito la sera prima.

Le sue canzoni profonde e intense, la sua voce straordinaria, la sua musica così ricercata che attingeva alle sue esperienze giovanili nel jazz, il suo personaggio buffo e al tempo stesso delicato, con il cappello e la barba, lo rendono un artista fuori dal tempo,  che ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama della musica italiana.

Lucio era una persona schiva, riservata , ma anche vulcanica, allegra e positiva. Quando s’innamorava di qualcosa, di un paesaggio, di un’emozione, di una musica, cercava di tradurlo sullo spartito per trasmettere quella stessa sensazione al maggior numero di persone. Riuscendo sempre a cogliere nel segno e a farci emozionare.

Cultural Life 1 Marzo 2015

“Senza Lucio”: il documentario di Mario Sesti nelle sale dal 4 marzo

di Paola Abenavoli – 1 Marzo 2015

Uscirà il 4 marzo, giorno della sua nascita, divenuto noto a tutti grazie ad uno dei suoi capolavori, “4 marzo 1943”: “Senza Lucio”, il documentario realizzato dal critico cinematografico Mario Sesti, arriverà tra pochi giorni nelle sale italiane per celebrare e ricordare l’arte di uno dei più importanti poeti della musica che l’Italia abbia avuto, Lucio Dalla.

E lo fa con un’opera che racconta Dalla attraverso gli occhi di chi gli è stato più vicino negli ultimi 10 anni, Marco Alemanno: sua è la voce principale di un percorso nella vita quotidiana e artistica del cantautore. Ma ci sono anche le voci di amici, colleghi, star internazionali, da Paolo Nutini a John Turturro, dai fratelli Taviani a Isabella Rossellini; e ancora, i giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, Stefano Di Battista, Renzo Arbore, Piera Degli Esposti, Peppe e Toni Servillo, Paola Pallottino, che scrisse il testo della già citata “4 marzo”. Testimonianze come quella del teologo Enzo Bianchi, e di tanti altri, tra cui persone non famose ma che gli erano vicine nei luoghi da lui tanto amati, ovvero le Isole Tremiti e la Sicilia. E poi, il coro Novesesti, formato da non professionisti, che esegue un brano poco noto del cantautore, “Ulisse coperto di sale”. Tanti ricordi, tanti momenti intensi, che si uniscono, appunto, al racconto principale, quello di Marco Alemanno, che ci riporta un Dalla inedito: cosa il cantautore pensava di se stesso e del suo successo, i suoi momenti solitari e riflessivi, la sua vita di tutti i giorni, la sua creatività. E poi quelle immagini, quelle foto che punteggiano il racconto e caratterizzano l’originalità del film dal punto di vista del linguaggio visivo: scatti realizzati dallo stesso Alemanno che fotografano la vita di Dalla e soprattutto i suoi luoghi, quelli della sua infanzia, della sua storia, le tappe della sua vita, dei suoi viaggi e del suo amore per il sud. Una vita, un ricordo, tratteggiato con intensità, per parlare di un artista che manca ad un mondo “senza Lucio”.

Repubblica 24 Febbraio 2015

Tre anni senza Lucio Dalla: gli amici gli fanno un film, i parenti aprono la casa. E webnotte si sposta a Bologna

Dal 2 al 4 marzo porte aperte in via D’Azeglio 15 con visite spettacolo di Morandi e Arbore

 

L’unico che sicuramente non ci sarà è Marco Alemanno. O almeno non di persona. Ma il suo ricordo lo ha affidato al film di Mario Sesti “Senza Lucio” che domani alle 20 alla presenza del suo autore, di Paola Pallottino e del maestro Beppe D’Onghia, verrà presentato al Lumière per il festival Visioni italiane. “Marco – spiega Sesti – ha voluto condividere con noi la fortuna di conoscere Lucio. Ma al tempo stesso ci ha fatto capire che sarebbe stata l’ultima volta che ne avrebbe parlato”. A farlo rivivere sotto le Due Torri saranno invece i tanti amici di Dalla che arriveranno per l’omaggio al cantautore nel terzo anniversario della scomparsa. Otto giorni di eventi che prendono il via oggi, in Salaborsa, con la visione di un altro doc dal titolo “Lucio Dalla – Il genio di Bologna” (doppia proiezione alle 17 e 18.30; ingresso gratuito) realizzato da Giancarlo Governi, autore di tanti ritratti televisivi, che in questo speciale, in programma su Rai3 il 26 febbraio alle 23.10, rilegge il talento di Lucio mettendolo in relazione con la città. “Mostro come Bologna ha fatto sì che fosse l’artista che tutti conosciamo – spiega Governi -. C’è anche un inedito Dalla che canta sulle musiche di Vivaldi, e poi i suoi posti del cuore: la casa natale in piazza Cavour, la libreria Palmaverde di Roversi e naturalmente la grande dimora di via D’Azeglio”. Il grande appartamento, a pochi passi da quella piazza in cui 80mila bolognesi gli hanno detto addio, è anche il cuore pulsante di “A casa di Lucio” voluto dalla Fondazione Dalla, che oggi alla presenza del sindaco Virginio Merola, a conferma del forte coinvolgimento di Palazzo d’Accursio sarà ufficialmente presentato. Ideato da Elastica, si tratta di una tre giorni, dal 2 al 4 marzo, in cui le stanze dell’artista saranno aperte al pubblico e ai suoi amici famosi. “L’idea – spiega Michele Mondella, per una vita press agent di Lucio, oggi presidente del comitato scientifico della Fondazione – è far sì che i tanti amici vip diventino gli eccezionali ciceroni per le persone comuni”. Attesi tra gli altri sono Gianni Morandi, Samuele Bersani, Gaetano Curreri, Piera Degli Esposti, Mimmo Paladino, Renzo Arbore, Ornella Vanoni, Katia Ricciarelli, ma anche il Ministro Franceschini, Vito Mancuso, Achille Bonito Oliva, Ivano Dionigi, ciascuno chiamato a rendere il suo personalissimo saluto. Con reading, performance, musica, parole. “Sarà un appuntamento al buio – osserva Mondella – : si acquista un biglietto per uno dei quattro slot (alle ore 11, 14, 16 e 18 ndr) senza sapere chi si avrà di fronte”. La “cronaca” sarà affidata a Gino Castaldo ed Ernesto Assante con due puntate di Webnotte in onda su Repubblica. it. “Sarà un modo per esserci – osserva Mondella – perché gli ingressi sono limitati”. Per chi non vuole rischiare, i biglietti sono in vendita al prezzo di 8 euro già dalle 9 di domani sul sito www. acasadilucio. it e nel punto vendita di Bologna Welcome in piazza Maggiore, con un massimo di quattro tagliandi per ciascuno.

Ansa 24 Febbraio 2015

in sala Senza Lucio, Alemanno lo raccontaArbore, un cantautore
anomalo.

Film Sesti in 170 copie dal 4/3

Francesco Gallo – 24 Febbraio 2015

 

Il film nasce dal desiderio di condividere il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla e di far sì che chi vede questo film torni poi a casa e metta su un suo disco a tutto volume”, così stamani a Roma Mario Sesti autore e regista di ‘ Senza Lucio’ documentario prodotto da Erma Films e distribuito dal 4 marzo con I Wonder Pictures in 170 copie. Voce narrante il compagno del cantautore Marco Alemanno che ha detto: ” Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sé per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto”. Il film, già presentato in anteprima al 32 Torino Film Festival, racconta il personaggio pubblico Dalla attraverso la voce dei suoi tanti amici di una vita. Ognuno dei quali ha regalato al film il suo personale ritratto dell’ artista bolognese. Si va da Piera Degli Esposti a Renzo Arbore, da Antonio Forcellino a Peppe e Toni Servillo, da Stefano Di Battista a Marta sui Tubi. Ad intervenire anche star internazionali come Charles Aznavour e Paolo Nutini; attori e autori di cinema con cui ha lavorato come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino. Cosa ne esce dell’ uomo e dell’ artista? Tante cose. Il mistero di chi fosse davvero il padre; una madre ingombrante e folle; la sua pugliesità e sicilianità acquisita; la sua passione per il cinema; la sua totale disponibilità con tutti; la sua grande curiosità; il suo essere bugiardo e, ovviamente la sua creatività totale. ” Il film parte dalla sua assenza, dal vuoto che ha lasciato – ha detto Sesti oggi a Roma – per far sentire a tutti noi quanto ci manco. Volevo mostrare quanto Lucio Dalla abbia intrecciato, nella sua vita, una fitta rete di relazioni, lasciando un segno indelebile in ognuno”. ” La mia é stata una frequentazione occasionale diventata poi amicizia – ha detto ancora il regista -. E va detto che non era difficile diventare suo amico. Era un esserino pieno di energia, appassionatissimo di cinema. Una volta, mi ricordo, fece un parallelo niente male tra Kitano e Sorrentino”. Spiega invece Arbore: ” lo conoscevo fin da piccolo perché la madre veniva a vendere gli abiti di Bologna alla mia. E lui spesso la accompagnava. Aveva, come me, una grande passione per il jazz antico. In vita forse é stato anche troppo sottovalutato. Aveva scritto capolavori autentici. Ed era poi un’ amante come me della canzone napoletana. Uno che diceva: nei confronti di ‘ Era de maggio’, ‘ Let it be’ é solo un jingle”. Come cantante, ha proseguito Arbore, ” lo accosto a un grande come Lucio Battisti, vale a dire un artista anomalo, fuori ordinanza. Insomma uno che correva da solo. Era, tra l’ altro, appassionato di lirica, uno che aveva un modo tutto suo di scrivere le canzoni”

ADN Kronos 24 Febbraio 2015

CINEMA: A BOLOGNA ‘ VISIONI ITALIANE’ INAUGURA CON SENZA LUCIO

Si inaugura con il doc ‘Senza Lucio’ di Mario Sesti, la 21esima edizione di ‘ Visioni Italiane’, il
concorso dedicato al cortometraggio e mediometraggio. Dal primo marzo e fino al 25 febbraio il Cinema Lumière della Cineteca di Bologna ospiterà la manifestazione e sarà Mario Sesti ad ‘ aprire le danze’ parlando della sua pellicola. ‘ Senza Lucio’ rincorre la memoria del cantautore avvalendosi dei ricordi di Marco Alemanno, che ha vissuto intensamente Dalla, negli ultimi 10 anni della sua vita. Saranno Cento i film in concorso quest’ anno, tra fiction e documentari. Tra gli ospiti d’ onore compare il Leone alla carriera a Venezia 2014: Frederick Wiseman. ” Visioni Italiane è un festival antiglamour – come lo definisce il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli – che cerca, e spesso riesce, a scegliere e a dare una vetrina ai migliori registi
italiani indipendenti, nonostante esistano in Italia ormai solo ostacoli per un regista indipendente. Ancora una volta, i film selezionati da Visioni Italiane sono migliori di quanto il sistema televisivo italiano ci propone: ma abbiamo la consapevolezza che la stragrande maggioranza delle opere che presenteremo non troverà, in Italia, uno spazio di mercato”.

Asca 24 Febbraio 2015

“Senza Lucio”, dal 4 marzo film su Dalla raccontato dal compagno

E’ un Lucio Dalla inedito, raccontato dalla voce del compagno degli ultimi anni Marco Alemanno e da tanti amici, quello che appare in “Senza Lucio”, il documentario che arriverà nei cinema il 4 marzo, diretto da Mario Sesti. La voce fuori campo di Alemanno accompagna il collage di foto, molte delle quali inedite, che illustrano la sua frenetica vitalità d’artista, la sua passione per cinema, teatro, scrittura, i suoi progetti di un’opera teatrale su Michelangelo e di un tour con Battiato, l’inarrestabile voglia di sperimentare, tanto che il compagno dice “il cuore gli è esploso per troppa vita”.I filmati dei luoghi amati dal musicista, dalla Puglia alla Sicilia, e in particolar modo l’Etna, vengono svelati attraverso i racconti delle persone vicine a Dalla, mentre tanti amici, da Renzo Arbore a Piera Degli Esposti, da Peppe e Toni Servillo a Mimmo Paladino, svelano dei lati del suo carattere, dal rapporto con la madre all’enigma sulla vera identità del padre. E tanti artisti stranieri, da Paolo Nutini a Charles Aznavour a John Turturro, testimoniano la loro ammirazione per la sua
musica. Il regista Sesti, alla presentazione del film ha spiegato: “Il film nasce dal desiderio di condividere il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla e di far sì che chi lo vede torni a casa e metta un suo disco a tutto volume”.

La Stampa 24 Febbraio 2014

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Cinematografo 24 Febbraio 2015

Vivere Senza Lucio

Il 4 marzo 2014 moriva Dalla, un anno dopo esce in 170 copie record il documentario di Mario Sesti: “Ecco il Lucio meno noto”

170 è il numero di copie nelle quali il 4 marzo esce nelle sale il documentario di Mario Sesti Senza Lucio. Un vero e proprio record per un doc italiano, cifra che non hanno raggiunto nemmeno i pluripremiati film di Michael Moore. E’ l’effetto Lucio Dalla, un autore che tutti sentono proprio e continuano ad amare come fosse ancora vivo.  Un effetto che sta di giorno in giorno trasformando la distribuzione di Senza Lucio ad opera della piccola ma combattiva IWonder Pictures in un evento, un happening al quale gli ammiratori del cantautore bolognese non possono e non vogliono assolutamente mancare, convinti di poter scoprire di lui lati segreti e ascoltare racconti e  aneddoti sepolti da chissà quanto nella memoria di amici e colleghi. Un’attesa che non rimarrà delusa.
“Con la complicità di Marco Alemanno, che lo ha accompagnato negli ultimi anni di vita, abbiamo voluto raccontare il Lucio meno noto – sottolinea Sesti anche per conto del produttore Massimiliano De Carolis di Erma Production.  Il  Lucio curioso di tutto, appassionato di cinema, di arte, di viaggi. Nel farlo mi sono servito principalmente delle foto di Alemanno, un modo di avvicinare il personaggio che potrebbe sembrare in antitesi con il cinema, che è movimento, ma che invece restituisce appieno le luci e le ombre che avvolgevano la figura di Lucio. Un trucco vecchio eppure sempre valido quello di affidare il racconto a un testimone privilegiato, come far decifrare Sherlock Holmes da Watson”.
Il Dalla che prende forma di fronte agli occhi dello spettatore è un uomo di una curiosità sconfinata, dotato di rara empatia nei confronti di ogni essere umano. “A Lucio interessava tutto e tutti, continua Sesti, dallo scambio di battute con il cameriere di un bar alla frequentazione di  artisti internazionali quali Ontani o Palladino. Non a caso nel film ci sono le loro testimonianze, rappresentano il tassello arte del grande puzzle esistenziale di Lucio. C’è poi il rapporto con il cinema (i Servillo, Turturro), la religione (Enzo Bianchi), l’estero (Nutini, Anavour, Isabella Rossellini), un mare vasto sulla cui superficie Dalla vagava a caccia di stimoli e novità. Aver dato la parola a chi sembra più lontano dalla sua sensibilità ed escluso invece programmaticamente i tanti colleghi con cui ha lavorato è una scelta che può sorprendere, ma alla fine si è dimostrata vincente. Aiuta a capire quanti altri motivi esistono perché Lucio ci manchi, oltre alle canzoni che avrebbe ancora potuto comporre”.
In Senza Lucio, oltre ad Alemanno, fanno sentire la loro voce anche altri due testimoni speciali che lo avevano conosciuto bambino senza mai più perderlo di vista, Piera Degli Esposti e Renzo Arbore. Lo showman, presente alla conferenza stampa, ha aperto il cassetto dei ricordi restituendo il ritratto di un Dalla straordinario sin da piccolo. “L’ho conosciuto a casa mia, ancora bambino. La madre, signora Melotti, d’estate scendeva in Puglia portandosi dietro bauli pieni di abiti all’ultima moda bolognese per venderli alle signore del posto. Io, che ero più grande di lui, dovevo tenerlo occupato. L’ho incontrato di nuovo – ricorda Arbore – pochi anni dopo, quando giovanissimo era già uno straordinario clarinettista. Non ci siamo più lasciati, complice la musica e il comune amore per la melodia napoletana. Cito testualmente una sua frase: A confronto di Era de maggio Let it be sembra un Jingle. Un’affermazione estrema, che tuttavia racchiude l’essenza della musica di Lucio. Era un rivoluzionario con saldissime radici nella tradizione italiana e allo stesso tempo impossibile da ricondurre a una scuola precisa, come Battisti. Gli unici innovatori che l’Italia abbiamo avuto negli ultimi decenni”.
Dopo l’evento del 4 marzo, giorno in cui Dalla avrebbe compiuto 72 anni, Senza Lucio continuerà il suo cammino lungo l’Italia fino alle arene estive dove le proiezioni, in alcuni casi,  saranno accompagnate da concerti. Un modo, che sarebbe sicuramente piaciuto al cantautore, per far vivere ancora una volta in maniera diversa un biopic che è molto più di un ritratto. E’ infatti materia viva, affetti, ricordi, amore per la musica e l’arte, dolore per l’assenza.

Cinecittà News 24 Febbraio 2015

Arbore: senza Lucio, un talento fuori del comune

 

Stefano Stefanutto Rosa – 24 Febbraio 2015

 

“Accosto Lucio Dalla a Lucio Battisti, nel senso che li ritengo due musicisti fuori ordinanza, a differenza per esempio della cosiddetta scuola genovese, De Andrè, Paoli, Endrigo, Tenco, ispirata dai cantautori francesi. Dalla era un talento del tutto autonomo, capace di scrivere
canzoni molto diverse, di spaziare dalla lirica alla canzone napoletana, dal jazz al rock. Insomma un talento da rileggere musicalmente”. Renzo Arbore parla con grande
affetto e stima del cantautore bolognese, scomparso il marzo di 3 anni fa, alla presentazione di Senza Lucio, ritratto inusuale e inedito, firmato da Mario Sesti, prodotto da Erma Production di Massimiliano De Carolis e distribuito da Unipol Biografilm Collection – I Wonder Pictures in oltre 150 copie il 4 marzo, anniversario della nascita. Arbore ricorda le varie occasioni d’incontro con Lucio, a cominciare da quella volta in cui lui ragazzino
intrattenne Dalla bambino mentre la la mamma di quest’ultimo, la signora Melotti da Bologna sbarcata in Puglia, vendeva vestiti alla moda alla madre di Arbore. O quella volta in cui le loro esibizioni musicali, figlie del jazz classico di New Orleans, s’incrociarono sia al Fauno Bar di Sorrento sia con la banda jazz di Bologna, o ancora il suo debutto alla casa discografica RCA quando Arbore, insieme a Gianni Boncompagni, era un popolare dj.
“Lucio si ‘sdava’, andava ovunque lo chiamassero” ricorda ancora Arbore, un ritratto questo inedito che emerge anche dal film perché “a Lucio piaceva un po’ tutto: dalla pittura al cinema, dalla spiritualità alla poesia, al teatro”, aggiunge Sesti. Mancano nel film le canzoni interpretate da Dalla e le voci di artisti che lo avevano frequentato come Avati, Morandi, De Gregori, Battiato, ma è una scelta meditata. Il regista voleva scoprire qualcosa di nuovo di Dalla, non quello già raccontato altre volte, e di grande aiuto sono state la testimonianza e le fotografie di Marco Alemanno, colui che gli è stato più vicino negli ultimi 10 anni.
“Il film parte dalla sua assenza, dal vuoto che ha lasciato, per far sentire a tutti noi quanto ci ha lasciato. Volevo mostrare – spiega Sesti – quanto Lucio Dalla abbia intrecciato, nella sua vita, una fitta rete di relazioni, lasciando un segno indelebile in ognuno”. Il film, che fa parte della cinquina dei Nastri d’argento per il Miglior documentario sul cinema e lo spettacolo,
verrà presentato in anteprima domani, mercoledì 25 febbraio alla Cineteca di Bologna per l’inaugurazione del Festival Visioni Italiane e il 2/3/4 marzo a Bologna (Odeon), Roma (Adriano), Milano (Colosseo, presente la band Marta sui tubi), Torino (Nazionale) e Firenze (Fulgor) nella programmazione di Sala Bio, la sala cinematografica che propone i migliori racconti di vita. Con l’obiettivo di riproporlo nella programmazione delle arene estive, magari accompagnato da un evento musicale dal vivo.

Ansa 24 Febbraio 2015

Senza Lucio, esce documentario su Dalla

Dal 4 marzo in sala il film di Mario Sesti

Cinema: 'Senza Lucio'

”Il film nasce dal desiderio di condividere il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla e di far sì che chi lo vede torni a casa e metta un suo disco a tutto volume”, così Mario Sesti autore e regista di ‘Senza Lucio’ documentario prodotto da Erma Films e distribuito dal 4 marzo da I Wonder in 170 copie. Voce narrante il compagno del cantautore Marco Alemanno: ”Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per anni, non voglio tenere questa esperienza fortunata in un cassetto”.

La Gazzetta del mezzogiorno 24 Febbraio 2015

Senza Lucio, esce documentario su Dalla

 

Dal 4 marzo in sala il film di Mario Sesti

 

”Il film nasce dal desiderio di condividere il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla e di far sì
che chi lo vede torni a casa e metta un suo disco a tutto volume”, così Mario Sesti autore e regista di ‘Senza Lucio’ documentario prodotto da Erma Films e distribuito dal 4 marzo da I Wonder in 170 copie. Voce narrante il compagno del cantautore Marco Alemanno: ”Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per anni, non voglio tenere questa esperienza
fortunata in un cassetto”.

Terza Pagina 24 Febbraio 2015

Oltre le mode della musica.

Nel giorno dell’anniversario della nascita di Lucio Dalla (4 marzo 1943), esce nelle sale italiane il film di Mario Sesti “Senza Lucio”, film documentario che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata del grande autore bolognese, prodotto da Erma Production di Massimiliano De Carolis e distribuito da Unipol Biografilm Collection – I Wonder Pictures. “Tutto il film – afferma Mario Sesti – nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla, come dice Marco Alemanno: sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sé per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto”. “La verità – sostiene il regista – è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso
qualcuno che c’era da sempre molto vicino”. Ed è proprio Marco Alemanno a condurre per
mano lo spettatore nella vita di Lucio Dalla, autore e musicista ma anche personaggio pubblico che ognuno, almeno a partire dagli anni ’70, sente come mito o compagno di strada, come icona di creatività, ironia e libertà, ma anche un po’ come parte della propria vita e della propria famiglia. “Il film parte dalla sua assenza, dal vuoto che ha lasciato – continua Sesti – per far sentire a tutti noi quanto ci ha lasciato. Volevo mostrare quanto Lucio Dalla abbia intrecciato, nella sua vita, una fitta rete di relazioni, lasciando un segno indelebile in ognuno”. Tanti gli amici di una vita che hanno regalato al film il personale ritratto del grande artista bolognese: Piera Degli Esposti, Renzo Arbore, Antonio Forcellino, Peppe e Toni Servillo, Stefano Di Battista e i Marta sui Tubi. Ma anche star internazionali come Charles Aznavour o Paolo Nutini; attori e autori di cinema con cui ha lavorato come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti
come Luigi Ontani e Mimmo Paladino. Anche il musicista e presentatore, Renzo Arbore, sottolinea quanto “il talento di Lucio era veramente originale”. “La sua arte – spiega Arbore – spaziava dalla melodia straordinaria di canzoni come ‘Caro amico ti scrivo’ o ‘Come è profondo il mare’ fino a delle opere armonicamente anomale che hanno rivoluzionato il modo di fare musica, come è successo con le canzoni di Lucio Battisti”.
Il film di Mario Sesti, entrato nella cinquina dei Nastri d’Argento nella sezione cinema e spettacolo verrà distribuito in oltre 150 sale italiane dal 4 marzo (occasione rara per i documentari e il cinema italiano) e verrà presentato in anteprima mercoledì 25
febbraio, alla Cineteca di Bologna per l’inaugurazione della 21esima edizione del Festival Visioni Italiane e il 2, 3 e 4 marzo per eventi speciali Unipol Biografilm Collection in Sala Bio, la sala cinematografica di Biografilm Festival che ogni settimana propone a Bologna, Roma e Milano le anteprime più attese e i più avvincenti racconti di vita. “Dopo aver portato in Italia i grandi documentari internazionali”, ha commentato il general manager di I
Wonder Pictures Andrea Romeo, “è motivo di orgoglio per la Unipol Biografilm Collection poter distribuire nelle sale una produzione italiana, che racconta con passione e
partecipazione uno degli artisti italiani più amati di sempre”. “È il primo documentario che la Erma Film produce – sottolinea il produttore Massimiliano De Carolis che di “Senza Lucio” è anche co-sceneggiatore –, e siamo molto orgogliosi di partire proprio da Lucio Dalla. È un film che è nato dalla pancia, senza alcuna strategia, per il grande affetto che legava sia Mario che me a Dalla. Abbiamo subito condiviso la passione e siamo partiti. Crediamo di aver restituito un’immagine di Dalla fuori dagli schemi”. Mario Sesti conclude “mi piacerebbe far sì che chi vede questo film torni poi a casa e metta su un suo disco a tutto
volume”.

Mtv Cinema 24 Febbraio 2015

Vivere Senza Lucio

Il 4 marzo 2014 moriva Dalla, un anno dopo esce in 170 copie record il documentario di Mario Sesti: “Ecco il Lucio meno noto”

170 è il numero di copie nelle quali il 4 marzo esce nelle sale il documentario di Mario Sesti
Senza Lucio. Un vero e proprio record per un doc italiano, cifra che non hanno raggiunto
nemmeno i pluripremiati film di Michael Moore. E’ l’effetto Lucio Dalla, un autore che tutti
sentono proprio e continuano ad amare come fosse ancora vivo. Un effetto che sta di giorno in giorno trasformando la distribuzione di Senza Lucio ad opera della piccola ma combattiva
IWonder Pictures in un evento, un happening al quale gli ammiratori del cantautore bolognese non possono e non vogliono assolutamente mancare, convinti di poter scoprire di lui lati segreti e ascoltare racconti e aneddoti sepolti da chissà quanto nella memoria di amici e colleghi. Un’attesa che non rimarrà delusa. “Con la complicità di Marco Alemanno, che lo ha accompagnato negli ultimi anni di vita, abbiamo voluto raccontare il Lucio meno noto – sottolinea Sesti anche per conto del produttore Massimiliano De Carolis di Erma Production. Il Lucio curioso di tutto, appassionato di cinema, di arte, di viaggi. Nel farlo mi sono servito principalmente delle foto di Alemanno, un modo di avvicinare il personaggio che potrebbe sembrare in antitesi con il cinema, che è movimento, ma che invece restituisce appieno le luci e le ombre che avvolgevano la figura di Lucio. Un trucco vecchio eppure sempre valido quello di affidare il racconto a un testimone privilegiato, come far decifrare Sherlock Holmes da Watson”.
Il Dalla che prende forma di fronte agli occhi dello spettatore è un uomo di una curiosità
sconfinata, dotato di rara empatia nei confronti di ogni essere umano. “A Lucio interessava tutto e tutti, continua Sesti, dallo scambio di battute con il cameriere di un bar alla frequentazione di artisti internazionali quali Ontani o Palladino. Non a caso nel film ci sono le loro testimonianze, rappresentano il tassello arte del grande puzzle esistenziale di Lucio. C’è poi il rapporto con il cinema (i Servillo, Turturro), la religione (Enzo Bianchi), l’estero (Nutini, Anavour, Isabella Rossellini), un mare vasto sulla cui superficie Dalla vagava a caccia di stimoli e novità. Aver dato la parola a chi sembra più lontano dalla sua sensibilità ed escluso invece programmaticamente i tanti colleghi con cui ha lavorato è una scelta che può sorprendere, ma alla fine si è dimostrata vincente. Aiuta a capire quanti altri motivi esistono perché Lucio ci manchi, oltre alle canzoni che avrebbe ancora potuto comporre”.
In Senza Lucio, oltre ad Alemanno, fanno sentire la loro voce anche altri due testimoni speciali che lo avevano conosciuto bambino senza mai più perderlo di vista, Piera Degli Esposti e Renzo Arbore. Lo showman, presente alla conferenza stampa, ha aperto il cassetto dei ricordi restituendo il ritratto di un Dalla straordinario sin da piccolo. “L’ho conosciuto a casa mia, ancora bambino. La madre, signora Melotti, d’estate scendeva in Puglia portandosi dietro bauli pieni di abiti all’ultima moda bolognese per venderli alle signore del posto. Io, che ero più grande di lui, dovevo tenerlo occupato. L’ho incontrato di nuovo – ricorda Arbore – pochi anni dopo, quando giovanissimo era già uno straordinario clarinettista. Non ci siamo più lasciati, complice la musica e il comune amore per la melodia napoletana. Cito testualmente una sua frase: A confronto di Era de maggio Let it be sembra un Jingle. Un’affermazione estrema, che tuttavia racchiude l’essenza della musica di Lucio. Era un rivoluzionario con saldissime radici nella tradizione italiana e allo stesso tempo impossibile da ricondurre a una scuola precisa, come Battisti. Gli unici innovatori che l’Italia abbiamo avuto negli ultimi decenni”. Dopo l’evento del 4 marzo, giorno in cui Dalla avrebbe compiuto 72 anni, Senza Lucio continuerà il suo cammino lungo l’Italia fino alle arene estive dove le proiezioni, in alcuni casi, saranno accompagnate da concerti. Un modo, che sarebbe sicuramente piaciuto al cantautore, per far vivere ancora una volta in maniera diversa un biopic che è molto più di un ritratto. E’ infatti materia viva, affetti, ricordi, amore per la musica e l’arte, dolore per l’assenza.

La sicilia 24 Febbraio 2015

Senza Lucio, esce documentario su Dalla
Dal 4 marzo in sala il film di Mario Sesti

 

”Il film nasce dal desiderio di condividere il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla e di far sì che chi lo vede torni a casa e metta un suo disco a tutto volume”, così Mario Sesti autore e regista di ‘Senza Lucio’ documentario prodotto da Erma Films e distribuito dal 4 marzo
da I Wonder in 170 copie. Voce narrante il compagno del cantautore Marco Alemanno: ”Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per anni, non voglio tenere questa esperienza fortunata in un cassetto”.

Sentieri e Selvaggi 24 Febbraio 2015

Com’è profondo il mare Senza Lucio – Incontro con Mario Sesti e Renzo Arbore

 

Questa mattina, presso il Cinema Adriano di Roma, Mario Sesti ha presentato Senza Lucio. Il film è già stato
presentato al 32° Torino Film Festival . A sorpresa tra gli ospiti Renzo Arbore ricorda l’amico ‘d’infanzia’ e decanta
la sua ammirazione per le doti ‘Fuori Ordinanza’ del cantautore. In 170 sale dal 4 marzo

 

Il Cinema Adriano di Roma questa mattina ha ospitato l’anteprima di Senza Lucio diretto dal critico cinematografico e regista Mario Sesti. Già presentato al 32° Torino Film Festival, il biopic uscirà in contemporanea in oltre 170 sale italiane il 4 marzo che dalla distribuzione (Biografilm Collection) ricordano essere una data simbolo nell’immaginario colletivo
associata alla figura del cantautore Dalla: è il giorno di Lucio come il 25 dicembre quello del
signore…Istantanea postuma di un artista ‘rompitore’ di schemi che Renzo Arbore definisce un ‘fuori ordinanza’, uno di quelli che se si facesse luce sulla storia della canzone italiana a livello internazionale sarebbe da considerare un caposcuola, inventore di un filone, di uno stile, che hanno avuto ripercussioni successive…originali a tal punto da non essere compresi
immediatamente dagli americani perchè Dalla era capace di grande autonomia nonostante conoscesse a perfezione la musica passata. Sky Arte inoltre ha acquisito i diritti per rilasciare a partire da domani una clip dal film, operazione che culminerà con la trasmissione sulle sue frequenze. Com’è avvenuto il vostro primo incontro? Mario Sesti: Ci siamo conosciuti nel 2004, credo. Eravamo a casa di amici e mi si avvicina dicendomi: ”Ma tu sei quello che
ha fatto il film su Fellini”…il fatto che Lucio avesse visto il mio lavoro ha alimentato il mio narcisismo. Ciò che mi ha colpito è stato rivedere in lui la frase di Pasolini: ”Ogni volta che incontro una persona non la considero mai inferiore a me”. Era così negli incontri della vita, c’era un turbine di attività, di energia, di empatia e in mezzo questo esserino capace di lasciarti credere che la vita può somigliare al cinema o alla musica

Punto di Stella 24 Febbraio 2015

Senza Lucio

 

Proiettato a Manfredonia, giovedì 19 febbraio, al CineTeatro San Michele, ore 19, il documentario “Senza Lucio”, diretto da Mario Sesti, cosoggettista con Massimiliano De Carolis, voce e foto di Marco Alemanno, prodotto da Erma Production. Il Lucio protagonista è il compianto cantautore Dalla, concittadino onorario di Manfredonia. Proprio per questa ragione, la proiezione ha assunto un fascino particolare. Una sorta di ritorno in un luogo a lui certamente caro, che gli è appartenuto sin dall’infanzia, gli è entrato dentro tanto da portarlo con sé ovunque e lo ricorda sempre con orgoglio e affetto. Il film racconta Lucio Dalla attraverso gli occhi di Marco Alemanno, colui il quale gli è stato più vicino negli ultimi dieci anni. L’attore e cantante parla del suo incontro con Lucio, della sua crescita umana, professionale e artistica vivendogli accanto, ma anche di tutti gli aspetti più quotidiani e profondi della vita di Dalla: dall’amore per il Sud, nato durante l’infanzia (e i manfredoniani ne conoscono le ragioni), alla passione per il cinema, dal suo rapporto con la musica al suo
inesauribile umorismo. Il film è anche una mappa dei luoghi del mondo di Lucio Dalla: un viaggio nei paesaggi in cui il cantautore è stato più vicino al mondo della propria felicità e dei propri sogni. Da Bologna alla Puglia di Manfredonia e delle Isole Tremiti, fino alla Sicilia dell’Etna e di Milo. La voce principale è quella di Marco Alemanno e nel film si vedono, in alcuni casi per la prima volta, le centinaia e centinaia di fotografie che Alemanno ha scattato
riprendendo sia Lucio sia i luoghi che Dalla stesso gli chiedeva di fotografare (gli angoli della sua infanzia, come i pezzi di un mondo che sembra uscito dallo sguardo delle sue canzoni; i luoghi della sua esistenza giornaliera, come le tappe del suo inesausto girovagare per il mondo). Non mancano le voci di chi ha collaborato e lo ha conosciuto meglio: Charles Aznavour, Renzo Arbore, i fratelli Taviani e tanti altri. E’ soprattutto il racconto più interno (cosa pensava Dalla di se stesso, del suo talento, del suo successo), i momenti più appartati e solitari (la contemplazione del mondo, la curiosità insaziabile per gli altri), che nel film fanno conoscere l’uomo-Lucio che pochissimi hanno avuto la possibilità dì sentir raccontare. “L’idea del film – spiega il regista Sesti – è parlare di quanto ci manca una persona, di
quanto pesa la sua assenza. Abbiamo scelto Alemanno perché ci sembrava il narratore giusto per dirci quello che non possiamo sapere perché non abbiamo visto. Fare un film su Lucio Dalla – conclude – in cui ci fosse lui che cantava ci sembrava inutile, quella parte la conosciamo bene, ce l’abbiamo a casa”.

Bologna Today 24 Febbraio 2015

Il Festival ‘Visioni Italiane’ apre con il docu-film ‘Senza Lucio’

Il Festival ‘Visioni Italiane’ apre con il docu-film ‘Senza Lucio’
„Il festival dedicato ai registi indipendenti, in programma a Bologna dal 25 febbraio al 1° marzo, aprirà con un omaggio a Lucio Dalla del regista Mario Sesti. Girato nel 2014, il film è in uscita nelle sale il 4 marzo 2015“

La XXI edizione di Visioni Italiane sarà inaugurata con l’omaggio di Mario Sesti a Lucio Dalla, a tre anni dalla scomparsa. “Senza Lucio”, questo il titolo del docu-film realizzato attraverso gli occhi di chi gli è stato più vicino negli ultimi dieci anni, Marco Alemanno. Non solo la carriera artistica, ma anche gli aspetti quotidiani e profondi della vita di Dalla.

‘SENZA LUCIO’. Girato nel 2014, il film è in uscita proprio il ‘4 marzo’ 2015, è stato scelto per l’inaugurazione della XXI edizione di Visioni Italiane, mercoledì 25 febbraio, alle ore 20, ‘Senza Lucio’ (prodotto da Erma Production) sarà accompagnato dallo stesso Mario Sesti, dal produttore e co-sceneggiatore Massimiliano De Carolis, da Paola Pallottino (autrice, tra le altre cose di 4 marzo 1943) e dal maestro Giuseppe D’Onghia. Prima dell’uscita nelle sale italiane, distribuito da Unipol Biografilm Collection – I Wonder Pictures, Senza Lucio sarà riproposto a Bologna lunedì 2 marzo alle ore 21 al Cinema Odeon per un evento speciale nell’ambito di Sala Bio.

Nel film le voci di chi lo ha conosciuto: Charles Aznavour, Paolo Nutini, John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; il teologo Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino, i critici musicali e poi Renzo Arbore, Stefano Di Battista, Marta sui Tubi, Piera Degli Esposti, Michele Mondella e Beppe D’Onghia, Antonio Forcellino, Peppe e Toni Servillo o le persone “nornali” che gli sono state vicono alle Isole Tremiti e in Sicilia, a Milo.

Wired 23 Febbraio 2015

Senza Lucio, guarda l’anticipazione del film su Lucio Dalla

La musica e la vita del cantante bolognese (con tanti ospiti illustri) in sala dal 4 marzo

 

Per raccontare il film Senza Lucio (Massimiliano De Carolis per Erma Production e Unipol Biografilm Collection-I Wonder Pictures) non c’è miglior endorsement di presentazione al cantante bolognese morto il primo marzo 2012 di quello dell’inarrivabile collega francese Charles Aznavour.

Nella pellicola firmata dal regista Mario Sesti sono presenti numerose testimonianze illustri. Insieme a quella dell’istrione parigino segnaliamo quella di Paolo Nutini, John Turturro, Isabella Rossellini, Peppe e Toni Servillo, Enzo Taviani e Renzo Arbore (in quota indie i Marta sui tubi).

Senza Lucio non è una mera carrellata di memoir: il film ricostruisce la vita di Lucio Dalla attraverso i luoghi rimasti nella sua biografia, Bologna, le isole Tremiti, Manfredonia, l’Etna.

Completa il film il resoconto più intimo della vita del musicista svolto attraverso i temi per lui inscindibili, il talento, la curiosità, il successo, gli stati d’animo, la contemplazione del mondo.

Il film verrà presentato il 25 febbraio alla Cineteca di Bologna in occasione del 21esimo festival Visioni italiane e sarà distribuito nelle sale in oltre 100 copie.

Ansa 19 Febbraio 2015

‘Senza Lucio’ con Marco Alemanno

 

Le anteprime di ‘Senza Lucio’, la storia di Lucio Dalla raccontata dal suo partner Marco Alemanno è in programma a ‘Visioni italiane’, concorso per corti e medio metraggi alla Cineteca di Bologna, dal 25 febbraio all’1 marzo

La Sicilia 30 Gennaio 2015

«Condividere il ricordo di chi ha conosciuto Dalla»

Così il regista Mario Sesti presenta “Senza Lucio”, ritratto di un artista

un ritratto poetico di un artista nella vita, una vita che si riflette nelle canzoni. Lucio Dalla
senza di lui è la scommessa di Mario Sesti che con Senza Lucio ci propone un film sull’artista scomparso 3 anni fa, costruito di documenti sul bolognese più meridionale d’Italia («Per me l’Italia va da Roma in giù» riferisce nel film Marco Alemanno compagno e amico per tanti anni del cantautore). Il racconto di Alemanno – solo in voce – con il contributo di Piera degli Esposti, Beppe e Toni Servillo, i Marta sui tubi, Beppe D’Onghia, Stefano Di Battista, Paolo Nutini, Michele Mondella, critici e tante persone anche anonime che conoscevano Lucio a Bologna, alle Tremiti, in Sicilia, alimenta un film non biografico, sebbene il mistero sul padre di Lucio aleggi dappertutto. Emerge un uomo semplice e alla mano, buono e generoso, animato da infinita curiosità, passione per la vita e voglia di buttarsi in sempre nuove avventure. Dalla voce di Alemanno emana una forte suggestione. A cominciare dal racconto dell’incontro con Lucio quando lui, Marco “grosse scarpe e poca carne” era fidanzato con una certa “Anna bello sguardo”. Storie di vita e storia di canzoni come Gesù Bambino
che ha alimentato la leggenda dell’uomo che “veniva dal mare” che avrebbe messo incinta la madre («compiva 16 anni quel giorno la mia mamma…»). Tutto raccontato da persone vicine all’artista. A un’amica delle Tremiti Lucio avrebbe detto, quasi seccato: «Certo
che ho avuto un padre. E’ morto: si chiamava Giuseppe Dalla». E anche Piera degli Esposti amica d’infanzia ricorda un papà intravisto quando Lucio andava alle Elementari. Mito ma anche compagno di strada, icona di creatività, ironia e libertà. Mario Sesti gli era amico. «Il film – dice Sesti – nasce proprio dal desiderio di condividere il ricordo di chi ha conosciuto
Lucio». E Alemanno nel film: «Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sé per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto». «La verità è che, quando è morto, tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che ci era da sempre molto vicino» aggiunge il regista. Tra gli altri amici di Dalla, intervengono Arbore e Antonio Forcellino ma anche Charles Aznavour, John Turturro, i Taviani, Isabella Rossellini e Mimmo Paladino che l’ha diretto nei panni di Sancho in Quijote di Cervantes. Nel film viene sottolineato anche il rapporto fra l’artista e l’Etna, luogo di mito e di mistero, suggeritore con i suoi boati e le sue esplosioni, di suoni e accordi. Dalla e l’Etna sono raccontati non solo da Alemanno ma anche da Leonardo Patti già sindaco di Sant’Alfio, “guida” dell’artista ai misteri del vulcano. «La scelta di far raccontare Dalla da Alemanno è un trucchetto antico – dice Sesti – come se Watson raccontasse Sherlock Holms. E poi ho voluto ricostruire in assenza, perciò non si ascoltano nel film canzoni cantate da lui. Fare un film con le canzoni di Dalla sarebbe stato folle. Ho preferito inserire altri artisti che cantano Dalla». Quanto alla ricostruzione del rapporto fra l’artista e l’Etna, «per ragioni biografiche e per la sua stessa natura – dice Sesti – Lucio sentiva affinità col Sud, la Puglia e la zona dell’Etna in particolare. Il vulcano siciliano, abbiamo visto, aveva per lui un valore magico- rituale-filosofico, luogo da cui si sprigionava energia misteriosa che per lui diventava musica. Le sue percussioni ripetevano i boati del vulcano come ci dice Alemanno e sanno gli intenditori ». Rivediamo perciò, nelle parole di Alemanno e Patti, Lucio che ritornava ogni anno all’Etna «per fare il pieno di questa energia tellurica inesauribile che lui percepiva nell’aria dalla quale era quasi totalmente ipnotizzato».
«Patti – continua Sesti – era il suo “genius loci”. E Lucio come Zelig aveva la capacità di imitare i suoni del dialetto, la capacità di mimetizzarsi con i luoghi, i gusti alimentari, il paesaggio». Sequenze dinamiche di foto, pochi filmati finalizzati a cucire, illustrare,
suggerire. «La fotografia dà un taglio veloce. Se le foto sono belle, hai modo di vederle
con una luce mai vista nella realtà. Farle vedere ferme crea una suggestione quasi ipnotica e per questa ragione anche le foto di Lucio hanno un carattere di magica irrealtà. Volevo
si sentisse l’assenza, perciò ho costruito una specie di armatura di apparenze che denunciasse che lui non c’è più: infatti compare solo in un pezzo molto raro». Rimane Lucio… senza Lucio. E’ la scommessa vinta dal film e dalla sincerità del regista. Una curiosità: le riprese sulla sommità del vulcano sono state effettuate con i droni. Il film è stato presentato al TorinoFF ed ha aperto le giornate del cinema di Sorrento, prodotto
da Erma Film con Erma Production. Dopo una serie di anteprime come quella di stasera a Catania (cinema King ore 18), la distribuzione in marzo.

Sicilia Journal 30 Gennaio 2015

NICOLOSI, PRESENTAZIONE DEL FILM “SENZA LUCIO” PRESSO LA SEDE DEL PARCO DELL’ETNA

di Agata di Gregorio

Questa mattina, presso la sala conferenze della sede del Parco dell’Etna, l’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi, è stato presentato alla stampa il film “Senza Lucio” del regista Mario Sesti, prodotto dalla Erma Films di Massimiliano De Carolis. Alla conferenza erano presenti, oltre al regista ed al produttore, il presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia ed il sindaco di Milo Giuseppe Messina.

Il documentario, proiettato in anteprima nazionale nel pomeriggio presso il cinema King Multisala − Cinestudio di Catania, uscirà nelle sale il prossimo 4 marzo in ben 60 copie, con l’intento di delineare un ritratto inedito del tanto amato artista: grazie ai ricordi, alle immagini ed al racconto di chi gli è stato più vicino negli ultimi dieci anni, Marco Alemanno, è possibile scoprire la dimensione più intima di Dalla, attraverso aspetti della sua quotidianità e dei suoi luoghi, avvalendosi delle testimonianze di chi lo ha conosciuto.

Come ha affermato lo stesso regista non è un caso che la produzione abbia scelto proprio questo territorio per la presentazione e l’anteprima nazionale del film: Dalla aveva un particolare legame con questi luoghi e trascorreva molto tempo presso la sua residenza a Milo di cui era divenuto cittadino onorario nel 1992. “Nella sua testimonianza, Leonardo Patti (ex sindaco di Sant’Alfio e amico di Dalla ndr.) racconta con molta suggestione come Lucio rifacesse i suoni dell’Etna, questo rende perfettamente l’idea che tra Dalla e quest’area ci fosse un rapporto un po’ magico − ha affermato Mario Sesti − Marco racconta molto bene questo e noi siamo arrivati qui anche per una sua insistenza: ha detto di non aver mai visto Lucio in uno stato come dire estatico, forse ipnotico addirittura, in uno stato di ebbrezza e di felicità particolare come sull’Etna”.

Questo racconto intimo ed inedito di un artista dalla “natura profondamente popolare e democratica” è l’anima del film che trova il suo perno sulla condivisione unanime del profondo senso di perdita per la sua scomparsa. “Per raccontare questo Lucio e per raccontare quanto ci manca − ha affermato Sesti − ci siamo rivolti alla persona che gli è stata più vicino, Marco Alemanno. Tutti siamo come lui perché le sue canzoni ci hanno avvicinato un po’ a Lucio, ed è questo sentimento che volevamo riprodurre: questo tipo di sensazione molto forte, per certi versi molto semplice, ma molto intensa. E credo che condividere questo sentimento con il maggior numero di persone sia il più bell’omaggio che si possa fare a Lucio”.

L'ora Quotidiano 30 Gennaio 2015

Tre anni senza Lucio La Sicilia di Dalla in un film

Il regista Mario Sesti si cimenta nella realizzazione di un film-documentario sulla vita del cantautore bolognese che trovava pace e ispirazione alle pendici dell’Etna.

di Simone Giuffrida

Stamane, alle ore 11, 30, nella sede del Parco dell’Etna a Nicolosi (via del Convento
45), sarà presentato in conferenza-stampa il film Senza Lucio, che a quasi tre anni dalla
scomparsa di Lucio Dalla racconta lo straordinario artista bolognese, la sua
personalità, il suo rapporto con la musica, gli aspetti più quotidiani e profondi della sua
vita, i luoghi che più ha amato – tra i quali l’Etna ha grande importanza – attraverso
gli occhi, la voce, le foto di chi gli è stato più vicino negli ultimi dieci anni, Marco
Alemanno.
“Lucio aveva un rapporto assolutamente non occasionale con la Sicilia – esordisce il
regista Mario Sesti – Aveva un possedimento a Milo, alle pendici dell’Etna, ed il
fascino ipnotico, quasi magico, della nostra terra era come se lo chiamasse a se. C’era
un grande rapporto di amicizia tra di noi, era un grande appassionato di cinema ed io
di musica.”
Presenteranno il film il regista e il produttore della Erma Films Massimiliano De
Carolis. Alla conferenza-stampa interverranno la presidente del Parco dell’Etna
Marisa Mazzaglia, il commissario straordinario della Provincia di Catania Prefetto
Giuseppe Romano e il sindaco di Milo Giuseppe Messina.
“Nel film si racconta, grazie anche al prezioso contributo di Marco Alemanno, come
Lucio riproducesse in scat sentendo le eruzioni dell’Etna; per lui era un luogo magico,
quasi metafisico, dove ispirazione e pace coesistevano.”
Nel pomeriggio, alle ore 18, al cinema King Multisala-Cinestudio di Catania (via
Antonio De Curtis 14), il film Senza Lucio sarà proiettato in anteprima nazionale, con
introduzione del regista Mario Sesti che ha appena lasciato la direzione artistica del
Taormina Film Festival. Ingresso gratuito a inviti.

Parco dell'Etna 30 Gennaio 2015

Venerdì 30 gennaio, nella sede del Parco dell’Etna, conferenza-stampa di presentazione del film “Senza Lucio”, con il regista Mario Sesti e il produttore Massimiliano De Carolis

Alle 18, a Catania, anteprima nazionale del film sulla vita del grande Lucio Dalla

 

Venerdì 30 gennaio, alle ore 11, 30, nella sede del Parco dell’Etna,
l’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi (via del Convento 45), sarà presentato in conferenza-stampa il film “Senza Lucio”, che a quasi tre anni dalla scomparsa di Lucio Dalla racconta lo straordinario artista bolognese, la sua personalità, il suo rapporto con la musica, gli aspetti più quotidiani e profondi della sua vita, i luoghi che più ha amato – tra i quali l’Etna ha grande importanza – , attraverso gli occhi, la voce, le foto di chi gli è stato più vicino negli ultimi dieci anni, Marco Alemanno.
Presenteranno il film il regista Mario Sesti e il produttore della Erma Films Massimiliano De Carolis. Alla conferenza-stampa interverranno la presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia, e il sindaco di Milo Giuseppe Messina.
Nel pomeriggio, alle ore 18, al cinema King Multisala-Cinestudio di Catania (via Antonio De Curtis 14), il film “Senza Lucio” sarà proiettato in anteprima nazionale, con introduzione del regista Mario Sesti.

Globus Magazine 30 Gennaio 2015

PARCO ETNA: PRESENTATO IL FILM ‘SENZA LUCIO’ DI MARIO SESTI

La vita e la storia di Dalla attraverso la voce di Marco Alemanno e dei suoi
amici

È stato presentato oggi in conferenza-stampa, nella sede del Parco dell’Etna, l’ex Monastero
Benedettino di San Nicolò La Rena di Nicolosi, il film documentario “Senza Lucio”, di Mario Sesti, prodotto da Erma Film in collaborazione con Erma Production, che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata di Lucio Dalla.
Insieme al regista e al produttore Massimiliano De Carolis, sono intervenuti la presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia, il sindaco di Milo Giuseppe Messina e Leonardo Patti, grande amico siciliano di Dalla.  “La presenza del grande Lucio si sente ancora, fortissima, nel territorio etneo, così com’è ancora grande l’amore delle popolazioni locali per questo indimenticabile artista – ha detto la presidente Mazzaglia – E’ importante che non si disperda il grande patrimonio che Dalla ha rappresentato per l’Etna”. Il sindaco Messina ha ricordato il legame tra l’artista e Milo, dove aveva casa, e la sua grande capacità di trasmettere emozioni mentre Leonardo Patti ha voluto sottolinearne la grande umanità e l’amore vero per il vulcano Patrimonio dell’Umanità.
“Lucio Dalla amava la Sicilia e in particolare l’Etna ed è proprio il grande Vulcano tra gli
interpreti se non addirittura il protagonista del film – ha sottolineato Mario Sesti – Volevamo realizzare un ritratto inedito, focalizzato sui suoi mille interessi anche al di là della musica, come il cinema per esempio, ma anche i luoghi a lui cari come è appunto la Sicilia. Abbiamo lavorato sul sentimento per raccontare quanto ci manca e ci siamo rivolti ai suoi amici e soprattutto alla persona che gli è stata più vicina, Marco Alemanno. E questo sentimento lo volevamo condividere con il maggior numero di persone possibile”.
Sentimento condiviso anche dal produttore e coautore, Giuseppe Messina: “Nessuna strategia è un film nato dalla pancia, per grande affetto che legava sia Mario che me a Dalla. Abbiamo subito condiviso la passione e la reciproca conoscenza di Lucio siamo contenti del consenso già avuto e siamo felici che il film uscirà in sala il 4 marzo”.
E’ Marco Alemanno a condurre per mano lo spettatore nella vita di Lucio Dalla, autore e musicista ma anche personaggio pubblico che ognuno, almeno a partire dagli anni ’70, sente come mito o compagno di strada, come icona di creatività, ironia e libertà, ma anche un po’ come parte della propria vita e della propria famiglia.
“Tutto il film nasce dal desiderio di condividere il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla” ha aggiunto Mario Sesti – Come dice Marco Alemanno nel film: “Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto. Ma la verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che ci era da sempre molto vicino“.
Tanti gli amici di una vita che hanno regalato al film il personale ritratto del grande artista bolognese: Piera Degli Esposti, Renzo Arbore, Antonio Forcellino, Peppe e Toni Servillo, Stefano Di Battista e i Marta sui Tubi. Ma anche star internazionali come Charles Aznavour o Paolo Nutini; attori e autori di cinema con cui ha lavorato come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino.

Blog Sicilia 30 Gennaio 2015

Dice che era un bell’uomo…‘Senza Lucio’ il film su Dalla

È stato presentato nella sede del Parco dell’Etna, il film documentario “Senza Lucio”, di Mario Sesti che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata di Lucio Dalla.
Insieme al regista e al produttore Massimiliano De Carolis, sono intervenuti la presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia, il sindaco di Milo Giuseppe Messina e Leonardo Patti, grande amico siciliano di Dalla.
“Lucio amava la Sicilia e in particolare l’Etna ed è proprio il grande Vulcano tra gli interpreti se non addirittura il protagonista del film – ha sottolineato
Mario Sesti . – Volevamo realizzare un ritratto inedito, focalizzato sui suoi mille interessi anche al di là della musica, come il cinema per esempio, ma anche i luoghi a lui cari come è appunto la Sicilia. Abbiamo lavorato sul sentimento per raccontare quanto ci manca e ci siamo rivolti ai suoi amici e soprattutto alla persona che gli è stata più vicina, Marco Alemanno. E questo sentimento lo volevamo condividere con il maggior numero di persone possibile”.
E’ Marco Alemanno a condurre per mano lo spettatore nella vita di Lucio Dalla, autore e musicista ma anche personaggio pubblico che ognuno, almeno a partire dagli anni ’70, sente come mito o compagno di strada, come icona di creatività, ironia e libertà, ma anche un po’ come parte della propria vita e della propria famiglia.
“Tutto il film nasce dal desiderio di condividere il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla. – ha aggiunto Mario Sesti – Come dice Marco Alemanno nel film: “Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto” . Ma la verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che ci era da sempre molto vicino”
Il produttore De Carolis ha detto che è “un film nato dalla pancia, per grande affetto che legava sia Mario che me a Dalla. Abbiamo subito condiviso la passione e la reciproca conoscenza di Lucio siamo contenti del consenso già avuto e siamo felici che il film uscirà in sala il 4 marzo”.
Il film sarà proiettato in anteprima nazionale stasera al cinema King Multisala-Cinestudio di Catania
Tanti gli amici di una vita che hanno regalato al film il personale ritratto del grande artista bolognese: Piera Degli Esposti, Renzo Arbore, Antonio Forcellino,
Peppe e Toni Servillo, Stefano Di Battista e i Marta sui Tubi. Ma anche star internazionali come Charles Aznavour o Paolo Nutini; attori e autori di cinema con cui ha lavorato come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino.
“La presenza del grande Lucio si sente ancora, fortissima, nel territorio etneo, così com’è ancora grande l’amore delle popolazioni locali per questo indimenticabile artista – ha detto la presidente Mazzaglia – E’ importante che non si disperda il grande patrimonio che Dalla ha rappresentato per l’Etna”.
Il sindaco Messina ha ricordato il legame tra l’artista e Milo, dove aveva casa, e la sua grande capacità di trasmettere emozioni mentre Leonardo Patti ha voluto sottolinearne la grande umanità e l’amore vero per il vulcano Patrimonio dell’Umanità.

Meridionews 30 Gennaio 215

Dice che era un bell’uomo e veniva…
Senza Lucio, l’Etna protagonista del film su Dalla

Sergio Mangiameli

Dal 4 marzo – e non poteva essere altrimenti – arriva nelle sale cinematografiche il film documentario sul cantautore bolognese. Grande spazio al suo rapporto con il vulcano e ai luoghi a lui cari, una sorta di mappa del suo mondo. A fare da guida il suo compagno Marco Alemanno

 

Non potrà che uscire in sala il 4 marzo prossimo, il film Senza Lucio su Lucio Dalla, del regista Mario Sesti e prodotto da Massimiliano De Carolis, della Erma Films in collaborazione con Erma Production. E non poteva essere che Marco Alemanno, compagno di Dalla degli ultimi dieci anni, il narratore di questo film documentario su un irripetibile autore e musicista, scomparso ormai da quasi tre anni.

La pellicola è stata presentata stamattina presso la sede del Parco dell’Etna, a Nicolosi. «La sua presenza si sente ancora fortissima, nel territorio etneo, così come è ancora grande l’amore delle popolazioni locali per questo indimenticabile artista – ha considerato la presidente Marisa Mazzaglia, presente insieme a Sesti, De Carolis e al grande amico di Dalla, Leonardo Patti –. E’ importante che non si disperda il grande patrimonio che Dalla ha rappresentato per l’Etna».

Presente anche Giuseppe Messina, sindaco di Milo, paese scelto dall’artista bolognese come uno dei suoi rifugi – l’altro erano le Isole Tremiti -, dove abitava per periodi, e al quale era molto legato. «Lucio Dalla amava la Sicilia e in particolare l’Etna ed è proprio il grande vulcano tra gli interpreti, se non addirittura il protagonista del film – ha sottolineato Mario Sesti –. Volevamo realizzare un ritratto inedito, focalizzato sui suoi mille interessi anche al di là della musica, come il cinema per esempio, e anche i luoghi a lui cari come è appunto la Sicilia. Abbiamo lavorato sul sentimento per raccontare quanto Lucio ci manchi, e ci siamo rivolti ai suoi amici e soprattutto alla persona che gli è stata più vicina, Marco Alemanno. Questo sentimento di perdita irreparabile, lo volevamo condividere con il maggior numero di persone possibile».

Massimiliano De Carolis è anche coautore del soggetto cinematografico: «Nessuna strategia. E’ un film nato dalla pancia, per il grande affetto che legava sia Mario (Sesti, ndr) che me a Dalla. Abbiamo subito condiviso la passione e la reciproca conoscenza di Lucio». Alemanno – che è attore, fotografo, produttore e scrittore – parla del suo incontro con Lucio, della sua crescita umana, professionale e artistica vivendo al suo fianco, e anche di tutti gli aspetti più quotidiani e profondi della vita di Dalla: dall’amore per il Sud Italia, alla passione per il cinema, dal suo rapporto con la musica, alla sua bulimica curiosità di gettarsi continuamente in altre avventure (teatro, poesia, arte in genere).

Il film è anche una mappa dei luoghi del mondo di Lucio Dalla: un viaggio nei paesi in cui il cantautore è stato più vicino al mondo della propria felicità e dei propri sogni (Bologna, Manfredonia, Isole Tremiti, Etna, Milo). Assieme alle testimonianze di chi l’ha conosciuto, come Aznavour, John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini, Piera degli Esposti, Renzo Arbore, Peppe e Toni Servillo e tanti altri ancora, attraverso la sua frenesia mercuriale e al suo umorismo inesauribile, si arriva al racconto più interno: cosa pensava Dalla di se stesso, del suo talento, del suo successo. Cioè all’uomo. A quella sintesi di pensiero di vita, che può essere raccolta proprio nelle parole del suo compagno Marco: «Lucio non si è mai preso sul serio, non si riconosceva per radio».

[Senza Lucio, 86 min, dal 4 marzo 2015 nelle sale italiane di prima visione. Brani dell’autore all’interno del film: Le rondini (eseguito da Marta sui tubi), Ulisse coperto di sale (scritto con Roberto Roversi, cantato dai Novesesti diretti da Paolo Tagliapietra), Caruso (eseguito da Paolo Fresu), Il cielo (eseguito da Roberto Gatto e Max Gazzè), Com’è profondo il mare (eseguito da Maria Pia De Vito), Felicità (eseguito da Javier GirottoPeppe Servillo e Natalio Mangalavite) e Futura (eseguito da Enrico Pieranunzi e Simona Severini)]

Fanpage 2 Dicembre 2014

Mario Sesti racconta Dalla nel documentario “Senza Lucio”Il regista

Mario Sesti alle telecamere di Fanpage parla del suo film documentario “Senza Lucio”, nel quale ripercorre la vita umana e artistica di Lucio Dalla.

Repubblica 30 Novembre 2014

Giornate di Sorrento trailer, anteprime divi dello schermo e un omaggio a Dalla

Attori, registi, produttori e addetti ai lavori nella 37esima edizione della convention

di Ilaria Urbani – 30 Novembre 2014

AL via da stasera la 37esima edizione delle Giornate professionali di cinema. In cartellone a Sorrento, fino a giovedì, operatori del settore e volti noti: Carlo Verdone, Christian De Sica, Alessandro Siani, Luca Argentero, Lillo e Greg, Ambra Angiolini, Luca Miniero, Enrico Lo Verso, Vincenzo Marra, Maria Grazia Cucinotta, Belen Rodriguez. Lo start stasera alle 21.30 al teatro Tasso con l’anteprima di “Senza Lucio”, film di Mario Sesti sulla vita professionale e privata di Lucio Dalla, girato in parte anche a Sorrento. Il cantautore bolognese ha portato la città nel mondo con “Caruso”, brano composto, si racconta, nella stanza di un albergo sorrentino che aveva ospitato il tenore Enrico Caruso poco prima della morte. Alla proiezione sarà presente l’autore e il produttore Massimiliano De Carolis (ingresso libero su invito da richiedere all’infopoint in piazza Tasso e presso lo stesso teatro).

Durante la manifestazione, prodotta e organizzata dall’Anec, Associazione esercenti cinema con gli esercenti dell’Anem, dai distributori dell’Anica e dal Comune di Sorrento, verranno presentati trailer e anteprime dei film in uscita nei prossimi mesi a una platea di 1500 persone tra esercenti, distributori, produttori, artisti e addetti ai lavori. Molti, però, gli eventi aperti alla città. Domani alle 17 in piazza Tasso accensione dell’albero di Natale con il cast del film “Non c’è due senza te”: Belen Rodriguez, Fabio Troiano, Dino Abbrescia, Tosca D’Aquino e il regista Massimo Cappelli. Nella cittadella del festival, l’Hilton Sorrento Palace, Sala Sirene, alle 18.15, proiezione del nuovo film della Walt Disney Studios Motion Pictures Italia “BigHero6″diDonHalleChrisWilliams.AlTasso alle 21.30 anteprima della M2 Pictures con “Un amico molto speciale” di Alexandre Coffre con Tahar Rahim e Victor Cabal (entrambi gli eventi sono a ingresso libero).

Martedì mattina entrano nel vivo le convention per gli addetti ai lavori: Filmauro presenta il film “Un natale stupefacente” con Lillo e Greg, Ambra Angiolini e i produttori Luigi e Aurelio De Laurentis, Universal presenta invece “La prima volta di mia figlia” con l’attore e regista Riccardo Rossi e “Uno, anzi due” con l’attore Maurizio Battista. Nel pomeriggio riflettori puntati sulla seconda prova da regista di Alessandro Siani “Si accettano miracoli”. Il comico napoletano è anche protagonista del film con Fabio De Luigi e Gabriele Pignotta. Altra anteprima aperta alla città, nell’ambito del progetto “M’illumino d’inverno” promosso dal Comune, MiBACT e Regione Campania, alle 21.30 al Tasso con il film “Nomi e cognomi» di Sebastiano Rizzo, presente in sala con Maria Grazia Cucinotta, Enrico Lo Verso e Mingo De Pasquale.

Evento clou mercoledì alle 21.30 al Tasso per la consegna dei Biglietti e delle Chiavi d’Oro 2014. Alla cerimonia partecipano Carlo Verdone, Paola Cortellesi, Lillo e Greg, Cristian De Sica, Luca Argentero e il regista Luca Miniero. Conduce Lorena Bianchetti, ospite il comico Paolo Cevoli.

Attesa per il nuovo film di Alessandro Siani “Si accettano miracoli”

DE SICA

Christian De Sica e (in alto a destra) Aurelio De Laurentiis saranno ospiti nei prossimi giorni a Sorrento

VERDONE

L’attore e regista sarà presente mercoledì al teatro Tasso al gran gala per la consegna dei Biglietti d’oro

BELEN

Domani in piazza Tasso la showgirl Belen Rodriguez partecipa alla festa per l’accensione dell’albero di Natale

JOHN E LUCIO

Turturro e Dalla nel 2010 al Borgo Marinari sul set del film “Passione”

Repubblica 28 Novembre

Caro amico ti scrivo e ti racconto:  “Senza Lucio”, quanto ci manca Dalla

Al Torino Film Festival il documentario che racconta l’aspetto più intimo, privato dell’artista scomparso. I luoghi del cuore, il grande talento e il rapporto con il successo. Le testimonianze degli amici, degli artisti, di chi lo ha conosciuto bene

di Alessandra Vitali – 28 Novembre 2014

“Credo che attraverso la musica di Lucio ciascuno di noi potrebbe fare una piccola autobiografia, quando ha fatto la maturità, quando s’è innamorato, quando ha avuto i figli, quando ha trovato lavoro…”. Anche per questo se ne sente la mancanza, ed è la ragione per cui si intitola Senza Lucio il documentario presentato oggi al Torino Film Festival, regia di Mario Sesti, scritto con Massimiliano De Carolis. Un film che racconta Dalla attraverso gli occhi di Marco Alemanno, la persona che più gli è stata vicina negli ultimi quindici anni. Ci sono però anche le voci di chi ha collaborato con Dalla e lo ha conosciuto bene, da Charles Aznavour a Paolo Nutini, da John Turturro ai fratelli Taviani, e ancora Isabella Rossellini, il teologo Enzo Bianchi, gli artisti Luigi Ontani e Mimmo Paladino e artisti-amici, Arbore e Stefano Di Battista – per citarne solo alcuni – e i Marta sui Tubi che nel corso del film eseguono alcune delle canzoni di Lucio.

“L’idea del film è semplice – spiega Sesti – parlare di quanto ci manca una persona, di quanto pesa la sua assenza, abbiamo scelto Alemanno perché ci sembrava il narratore giusto per dirci quello che non possiamo sapere perché non abbiamo visto. Fare un film su Lucio Dalla in cui ci fosse lui che cantava ci sembrava inutile, quella parte la conosciamo bene, ce l’abbiamo a casa. Il movimento che vorremmo fare con lo spettatore è condividere con lui questa sensazione di perdita, una sensazione di dolce rammarico, qualcosa di luttuoso ma tenero, profondo. E magari, dopo aver sentito Toni Servillo, Di Battista, Teardo che rifanno Dalla, andare a casa, mettere un cd a palla e ascoltare Lucio con una pienezza con cui non lo abbiamo mai ascoltato”.

Il film è anche una “mappa dei luoghi” del mondo di Dalla, quei paesi in cui si sentiva felice e che alimentavano la sua curiosità, creatività, da Bologna alla Puglia di Manfredonia e delle Tremiti, la Sicilia, l’Etna, Milo. Luoghi che scopriamo attraverso foto inedite e private che Alemanno ha scattato a centinaia. Ma è soprattutto il racconto più intimo che fa scoprire il Lucio che non tutti hanno conosciuto, che cosa pensava di se stesso, del suo talento, del suo successo.

Qual è allora la cosa che di più manca, di Dalla, a chi l’ha conosciuto? “Era una persona con cui si riusciva a stare con grande semplicità e serenità, questo nel film lo racconta bene Piera Degli Esposti che lo conobbe insieme a suo fratello fra i banchi delle elementari e lì nacque un legame che non si interruppe mai. Era una specie di dispensatore naturale di felicità, credo che questo sia un aspetto forte. E poi – continua il regista – c’è anche una dose esorbitante di talento, sapeva scrivere benissimo, suonava anche musica che non era quella che l’ha reso famoso, aveva una sensibilità artistica particolare, a un certo punto della sua vita ha anche gestito una galleria… Una delle linee di ricerca del documentario era proprio quella di uscire dal rettangolo della musica italiana, per quanto autorevole, ma del quale tutti quelli che hanno lavorato con lui hanno parlato abbondantemente. Volevamo piuttosto evidenziare come questo talento avesse la caratteristica, inconsueta, di rifluire in campi non sempre frequentati dai cantautori”.

Senza Lucio sarà distribuito da I Wonder Pictures, dovrebbe uscire in sala tra febbraio e marzo, in occasione del terzo anniversario della morte di Dalla, “con un numero di copie consistente – continua Sesti – c’è anche l’interesse di una pay tv e una rete della Rai ci ha chiesto la possibilità di acquisirne una riedizione per una messa in onda nei prossimi anni. La prova che Dalla e la sua personalità hanno un destino popolare che era un po’ nell’idea stessa di questo film”.

Cinecittà News 28 novembre 2014

Lucio dove sei? Ci manchi

di Stefano Stefanutto – 28 Novembre 2014

TORINO. Non è un ritratto di Lucio Dalla, a quasi due anni dalla scomparsa, che ripercorre la sua lunga carriera artistica, attraverso le canzoni da lui interpretate, i concertie le sue interviste. E’ già avvenuto con alcuni speciali Rai, come quello curato da Vincenzo Mollica. E’ altro SenzaLucio di Mario Sesti – prodotto da Erma Film in collaborazione con Erma Production – e visto in anteprima
in ‘Ritratti d’artista’. E’ costruito innanzitutto attraverso le parole di chi gli è stato più vicino negli ultimi 15 anni, Marco Alemanno. “Erano inseparabili, convivevano insieme, avendo la cura reciproca di chi ha un sentimento molto forte – afferma Sesti – ma anche collaboratori molto stretti in qualsiasi iniziativa artistica. Entrambi non volevano che questo loro rapporto fosse definito in maniera convenzionale”. L’attrice Piera Degli Esposti, amica fin dall’infanzia di Dalla bambino, ricorda quella volta che gli disse “è bello che tu e Marco avete una storia insieme” e lui subito “Ma che dici! Mai avrei una storia con chi lavoro insieme”. E Sesti aggiunge che entrambi tenevano molto alla natura privata della loro relazione. In Senza Lucio non c’è materiale di repertorio, ma le tante fotografie inedite di Dalla scattate, nel tempo, da Marco, soprattutto durante i loro viaggi, “pose che hanno una maggiore espressività e forza rispetto al documento in video”. Non c’è mai nel documentario Dalla che canta, tranne un’esibizione al clarino con una band jazzistica bolognese, e le sette canzoni presenti sono eseguite da altri artisti, tra cui ‘Marta sui tubi’, Roberto Gatto e Max Gazzè. Ci sono poi i ricordi di chi l’ha frequentato a lungo o l’ha incontrato in particolari circostanze: nomi più o meno famosi, anche persone sconosciute”. Per citarne alcuni: Michele Mondella, ufficio stampa di Lucio, Beppe D’Onghia, per 30 anni suo produttore, arrangiatore e musicista, il sassofonista Stefano Di Battista, la rockstar Paolo Nutini, i critici Assante e Castaldo, l’autrice del testo di ‘4/3/1943’ Paola Pallottino, il pittore Mimmo Paladino, Renzo Arbore, Peppe e Toni Servillo e altri ancora.
Ci parlano della perdita inattesa, della sua generosità ad aprirsi verso gli altri, dell’incessante creatività, della bulimia artistica che lo portava a sposare ogni avventura che non fosse musicale. La passione per il cinema che lo trascinava in autentiche maratone scandite dalla saga del Padrino, del Signore degli anelli, e poi Kubrick, Tarantino, Kitano. “L’ho conosciuto nel 2005 a casa di amici e subito è nato un rapporto grazie alla sua disponibilità, non era affatto difficile risultargli simpatico. Tant’è che ha partecipato due volte sia un festival di cinema a Ventotene e poi a quello di Roma”, ricorda il regista. Inizialmente il documentario doveva accompagnare una grande mostra su Dalla, ospitata all’Ara Pacis, e di questo progetto erano stati informati gli eredi, i quali, dopo un primo assenso, hanno poi fatto sapere che non erano interessati. Già la questione dell’eredità che va ad alcuni cugini di primo grado dell’artista, in assenza di un testamento.
“Ha avuto questa distrazione di non mettere per iscritto quello che ha detto a voce. Oggi convivo con il dispiacere che le cose siano andate così, ma quel che più mi manca è Lucio”, afferma Marco Alemanno nella parte finale del documentario che altro non aggiunge su una questione così delicata. Sesti ribadisce di non avere alcun interesse nella polemica, gli sta a cuore sottolineare quanto pesi l’assenza di Lucio. “Anche se non va dimenticato che Dalla ripeteva di reputarsi fortunato che ci fosse Marco a occuparsi di tutte le questioni organizzative e presto della futura Fondazione”.
Piera Degli Esposti ricorda, in chiusura dell’incontro, come Lucio fosse un bambino prodigio che già si esibiva sul palcoscenico. “Mi ha sempre dato un senso di protezione, nonostante fosse più piccolo d’età, mi dava una felicità che proveniva dalla sua calma, insomma mi toglieva l’ansia. Peccato non poterlo avere più accanto”.

Repubblica 28 Novembre 2014

“Senza Lucio”, ricordando Dalla e i suoi luoghi

Al Torino Film Festival il documentario “Senza Lucio” di Mario Sesti che racconta l’aspetto più intimo, privato dell’artista scomparso. I luoghi del cuore, il grande talento e il rapporto con il successo. Le testimonianze degli amici, degli artisti, di chi lo ha conosciuto bene 

Adnkronos 28 novembre 2014

CINEMA: AL TFF IL DOC DI MARIO SESTI ‘ SENZA LUCIO’, A 2 ANNI DA MORTE DALLA

(AdnKronos/Cinematografo.it)

Due anni senza Lucio Dalla. Due soli anni che sembrano un’ eternità durante i quali ci sono profondamente mancati la voce e il corpo di uno degli artisti italiani più amati. Non a caso Mario Sesti ha voluto intitolare il suo omaggio sotto forma di documentario polifonico ‘ Senza Lucio’. L’ assenza per misurare la potenza che aveva al contrario la presenza, che è stata imponente. Una scelta programmatica che ha escluso volutamente dal film immagini di repertorio e canzoni interpretate dal cantautore per lasciare spazio alle foto di Marco Alemanno, alle testimonianze di chi lo ha conosciuto, alle rivisitazioni della sua musica di cantanti e musicisti. Un puzzle composito che evidenzia ad ogni frammento appunto la mancanza di Dalla nel panorama musicale, e non solo. Perché ciò che emerge con forza dal ritratto è la curiosità infantile di Dalla, la sua bulimia intellettuale, la frenesia vitale che lo portavano a immergersi con gioia irrefrenabile nella altre arti. Senza Lucio, senza video quindi di repertorio ma con tante foto, stessa linea di ‘ L’ ultima sequenza’, uno dei lavori precedenti di Sesti. “L’ uso delle foto non è stato un ripiego – puntualizza l’ autore. Per certi versi credo che nel documentario abbiano una forza e uno stile addirittura superiori all’ uso di qualsiasi repertorio decisamente molto conosciuto. La Rai in questi due anni ha mandato in onda diversi speciali, mentre le foto contenute nel film sono quasi tutte inedite, scattate per di più dalla persona che gli è stata a lungo accanto”.

Leggo 28 novembre 2014

LUCIO DALLA, ECCO IL DOCUMENTARIO SULLA SUA VITA: “ERA SOLARE MA RISERVATO

di Michela Greco – 28 Novembre 2014

«Lucio Dalla non era mai depresso. Gli unici momenti di grigiore morale ci sono stati quando ha venduto un milione di copie, perché aveva raggiunto il massimo e non aveva più un traguardo a cui puntare». È (soprattutto) Marco Alemanno, l’uomo che ha
accompagnato gli ultimi dieci anni della sua vita, a raccontare e ridefinire il carattere del grande cantautore in Senza Lucio, il documentario di Mario Sesti presentato al Torino Film Festival e nelle sale a inizio 2015, per il terzo anniversario della sua scomparsa. Con un grande senso di nostalgia e uno sterminato affetto, si traccia il ritratto dell’artista: un uomo molto generoso e altrettanto vitale, che aveva iniziato a stancarsi della musica, in cui credeva di aver già avuto tutto, e aveva mille progetti tra film, libri, festival, musical. «Il suo
cuore è scoppiato per troppa vita», dice Alemanno, mentre scorrono le immagini dei luoghi più amati dall’autore di Futura (tra cui l’Etna e Manfredonia) e i volti di amici e collaboratori come Piera Degli Esposti, l’ufficio stampa Michele Mondella, Renzo Arbore, Isabella Rossellini. Non ci sono, però, le sue canzoni. «Perché – spiega Sesti, a cui Dalla era legato da un’amicizia decennale nel segno della comune passione per il cinema – volevo evocare un’assenza, un rammarico. E poi tutti noi abbiamo una playlist del cuore delle sue canzoni, e mi piacerebbe che dopo aver visto Senza Lucio si venisse colti dalla voglia di
riascoltarlo». Incredibilmente disponibile con le persone a lui vicine, Lucio Dalla era altrettanto riservato riguardo al suo privato: «Pensavo che fosse reticente con me perché la nostra amicizia era relativamente recente – aggiunge il regista – ma girando il film ho capito che la sua parte segreta, legata alla sua infanzia e alla sua vita intima, era inaccessibile
anche a chi gli era vicino da sempre».

Nex/Adnkronos 28 novembre 2014

CINEMA: AL TFF IL DOC DI MARIO SESTI ‘ SENZA LUCIO’, A 2 ANNI DA MORTE DALLA

AdnKronos/Cinematografo.it

Il film è infatti un viaggio nel mondo di Dalla accompagnato oltre che dalle foto anche dai ricordi di Alemanno. Un rapporto davvero speciale. “Non so se sia possibile definire ciò che li legava – sottolinea Sesti, perché il loro era uno stare assieme oltre ogni convenzione. Credo che a darne un’ idea potrebbe bastare una sola parola, inseparabili. Erano amici, collaboratori molto stretti, affettuosi e generosi l’ uno verso l’ altro come accade a due persone che condividono tanto nella vita. Non c’ era progetto artistico, dalla musica al teatro, che non li vedesse assieme. Più volte ho sentito dire a Lucio come considerasse Marco l’ erede naturale e l’ unico possibile del suo patrimonio artistico. Poi le cose sono andate come sappiamo, ma non cambia la sostanza della volontà di Lucio di cui molte persone erano e restano a conoscenza. Ha senso allora dare
per forza un nome alla cose? La migliore chiave di lettura nel film la offre il Priore di Bose Enzo Bianchi, secretum meum mihi cioè lasciamo che la verità resti nel cuore di chi la conosce”. Un film costruito sull’ assenza, a chi manca Dalla? Sesti non ha dubbi: “Credo che valgano le parole di Alemanno quando dice che per quanto lo riguarda al di là di ogni polemica a contare è il senso di mancanza che tutti, non solo lui, portiamo nel cuore. Impossibile farsene una ragione perché era un personaggio assolutamente fuori dalle regole. Una persona speciale dotata di una grande apertura verso gli altri e allo stesso tempo segnata da una incredibile riservatezza. Difficile per esempio svelare alcuni misteri legati alla sua vita. In fase di ricerca del materiale documentale con il produttore Massimo De Carolis ci abbiamo provato, ma scoperto solo false verità e in alcuni casi persino esilaranti. Basti pensare alla figura mitologica del padre che negli anni ha assunto mille identità, dall’ imprenditore pugliese a Padre Pio. Sì, abbiamo sentito anche questa. Frutto senza dubbio dell’ amore che Lucio nutriva per lui e sul quale qualcuno ha colpevolmente ricamato. Alla fine per quanto riguarda alcuni episodi privati ci siamo arresi a quanto dice Piera Degli Esposti:Lucio era un gran ballista.”

Il Fatto Quotidiano 28 Novembre 2014

Torino Film Festival 2014, “Senza Lucio” il documentario su Dalla che verrà

Non un biopic puro, con ricostruzione cronologica pedissequa della vita del personaggio, ma una suggestiva composizione per immagini fisse e in movimento sulla mancanza lasciata dall’autore bolognese

di Davide <turrini – 28 Novembre 2014

Lucio Dalla e Marco Alemanno gli “inseparabili”. Al 32esimo Torino Film Festival è il giorno di Senza Lucio, il documentario di Mario Sesti sul grande cantautore bolognese venuto a mancare il 1 marzo 2012 a 69 anni. Non un biopic puro, con ricostruzione cronologica pedissequa della vita del personaggio, ma una suggestiva composizione per immagini fisse e in movimento sulla mancanza lasciata dall’autore de “L’anno che verrà”: fotografie di Marco Alemanno con Dalla in primo piano, perlopiù inedite; un raro video sulla performance di Dalla clarinettista jazz offerto dalla Cineteca di Bologna; testimonianze di tanti amici musicisti (tra gli altri Charles Aznavour, Paolo Nutini, Marta sui Tubi, Beppe d’Onghia, Renzo Arbore), attori e registi (Piera Degli Esposti, John Turturro, Toni Servillo, Paolo Taviani); il priore di Bose e padre spirituale di Dalla, Enzo Bianchi; il produttore Michele Mondella; Paola Pallottino, Luigi Ontani e Mimmo Paladino.

Ma sopra ogni cosa la voce narrante di Marco Alemanno, cicerone della storia personale e professionale di Dalla, figura sicura ed energica come non si era mai vista in questi mesi di lutto e allontanamento dalle spinose vicende dell’eredità milionaria, che lo ha escluso da ogni soluzione e che è andata automaticamente a favore dei parenti, cugini di secondo grado: “Marco e Lucio li conobbi insieme nel 2005 ad una cena da amici a Roma. Mi vennero incontro dicendo: Tu hai girato il documentario su “8 e mezzo”. Erano grandi divoratori di cinema dal Gladiatore a Kitano”, spiega Mario Sesti durante l’incontro con la stampa al Festival di Torino: “È quindi stato automatico pensare a Marco per questo ruolo. Erano inseparabili, amici strettissimi, avevano una relazione di convivenza, si prendevano cura l’uno dell’altro con molta amorevolezza e collaboravano in ogni progetto musicale, cinematografico, artistico di Lucio. Poi certo tutti quelli che li conoscevano sapevano che Marco e Lucio non amavano che questa relazione fosse definita in maniera convenzionale”.

Così per un impianto stilistico che predilige la staticità di molte foto a dimensione verticale smartphone, con un Lucio talvolta imparruccato e impertinente, intervallata dalle testimonianze che mettono in luce il ricordo internazionale del nostro, Senza Lucio scivola lentamente, e geograficamente, verso Sud tra l’Etna, le Tremiti e Sorrento dove scopriamo perfino la leggenda della presunta paternità di Dalla legata ai sacri lombi di Padre Pio: “Assieme al produttore Massimiliano De Carolis avevamo pensato al film in parallelo ad una grande mostra su Dalla che si sarebbe dovuta tenere all’Ara Pacis”, continua Sesti, “ma poi gli eredi, con cui ci siamo incontrati e accordati senza problemi per il film, non erano interessati a quella soluzione”.

Ed è proprio tra le pieghe di un’abbagliante memoria musicale ed umana universale di Dalla, che si dispiega anche una frase un po’ meno mediata e istintiva di Alemanno sull’eredità, battuta lasciata da Sesti in chiusura come una sorta di ellissi: “Lucio ha avuto solo la distrazione di non volere mettere per iscritto quello che aveva detto a voce più volte”. “Che c’è di strano?”, conclude il regista, “ho un’opinione precisa sul tema. Ho sentito più volte con le mie orecchie Lucio dire che Marco sarebbe stato l’erede di tutta la sua opera. Le cose sono andate diversamente, ma la verità io l’ho sentita. Anche sulla fondazione voleva che la organizzasse Marco”. Produce Erma Production. Distribuisce dal 1 marzo 2015 I Wonder-Biografilm.

La Presse 28 novembre 2014

Tff, Sesti: ‘Senza Lucio’ vi racconto l’assenza di Dalla

di Vrginia Michetti – 28 Novembre 2014

“Il sentimento che ho descritto sin dal titolo era qualcosa che provavo io profondamente quando Lucio Dalla è scomparso”. Così Mario Sesti, racconta a LaPresse la genesi del suo
documentario ‘Senza Lucio’, che viene presentato oggi alle 19 al Cinema Massimo, nell’ambito del 32esimo Torino Film Festival. Il film racconta il cantautore bolognese attraverso i racconti di chi gli è stato vicino negli ultimi dieci anni, Marco Alemanno, e di tutte le persone che hanno gravitato intorno al cantautore morto il 1 marzo 2012, alla vigilia dei suoi 69 anni. “Ho sentito molto forte questa perdita – afferma il regista – credo che
tutti quanti abbiano sentito questa stessa sensazione, per il fatto stesso che la sua opera musicale ha accompagnato diverse generazioni. Peraltro penso che Lucio sia uno dei pochi cantautori degli anni ’70 che si siano tramandati anche alle generazioni successive”.
“Avevo avuto la fortuna di incontrarlo perché era un appassionato di cinema, aveva visto film e documentari che avevo fatto in passato e da lì abbiamo spesso fatto delle cose insieme in piccoli e grandi festival”, racconta il regista e sceneggiatore messinese. “Lucio aveva le caratteristiche delle persone che sanno starti vicino – racconta Sesti – quelle con cui semplicemente stare insieme produce una sensazione di benessere e felicità. Lui ne era un dispensatore naturale, un farmaco vivente. E poi aveva una quantità esuberante di
talento. Lucio suonava benissimo in ogni genere musicale, non solo in quello per cui aveva avuto successo, ed aveva una sensibilità artistica molto particolare, tanto da aver gestito anche una galleria d’arte”. Per questo, spiega Sesti, “una delle linee di ricerca è stata uscire dal rettangolo della musica italiana, ma di far vedere come questo talento rifluiva in più campi e raccontare tutto lo spettro di colore che questa assenza ha prodotto in tanti campi diversi”. Per questo nel documentario, “l’unico materiale di repertorio è un suo bellissimo assolo di clarinetto che mostra come Lucio fosse un musicista di prima levatura anche nella tradizione del jazz europeo”.Come raccontare non Lucio, ma la sua assenza, quindi? “La scelta immediata – dice Sesti – è stata coinvolgere Marco Alemanno, che gli è stato vicino per gli ultimi 18 anni e che inoltre ha un patrimonio visivo inedito, e farlo raccontare da lui. Poi naturalmente raccogliere la testimonianza di tutti coloro che hanno avuto la fortuna
di conoscerlo”. Persone appartenenti a tante discipline ed ambiti diversi: “Grandi artisti come Luigi Ontani o Mimmo Paladino – spiega Sesti – l’editorialista cattolico e monaco a capo della comunità di Bose, Enzo Bianchi. E poi personalità della musica come Renzo Arbore, e attori come Toni e Beppe Servillo”. Sesti ha avuto un occhio di riguardo per testomonianze inedite: “Ho cercato soprattutto di far parlare quelli che non ne avevano mai parlato prima, come Charles Aznavour o John Turturro, con cui Lucio aveva lavorato, o
Paolo Nutini, cantautore scozzese che ha però un rapporto fortissimo con Lucio” e che con Sesti ha condiviso un ricordo che il regista non è poi riuscito ad inserire nel documentario: “Il suo racconto di quando era giovane in Scozia, i suoi coetanei si facevano uno scotch e sentivano i Metallica, lui si faceva uno shot e ascoltava Dalla. Dà la misura di che tipo di segno abbia lasciato nel mondo”. E poi ancora i suoi più stretti collaboratori,
come Stefano Di Battista o come Beppe D’Onghia, “il suo più importante arrangiatore da fine anni ’70”, e “gruppi indipendenti come Marta Sui Tubi che dovevano lavorare con lui e di cui avrebbe dovuto produrre l’ultimo disco”.
“Soprattutto, mi piaceva fare con lo spettatore lo stesso tragitto che ho fatto io, una volta che queste testimonianze mi hanno consentito di conoscere meglio Lucio. L’idea era di farsi carico di questa nostalgia, questo rammarico e rimpianto che è un sentimento luttuoso ma che ha un sua tenerezza. e poi tornare a riascoltare i suoi cd, caricando la sua musica del sentimento che il documentario cerca di costruire”. Girando il documentario, “Ho capito delle cose di Lucio che mi erano vaghe”, afferma Sesti, come “la capacità di costruire delle famiglie sostitutive in varie parti del mondo”, e “il gusto per la riservatezza nascosto dietro una una grande capacità di entrare in intimità con le persone, era una cosa che apparteneva profondamente al suo modo di abitare la vita, e penso che il film sappia raccontarlo attraverso questa polifonia di voci”. ‘Senza Lucio’ dopo l’anteprima al Tff, verrà distribuito in sala in primavera. “Abbiamo trovato l’entusiasmo della distribuzione iWonder, che ultimamente si è messa in luce proprio per la capacità di promuovere i documentari in sala. Siamo d’accordo a farlo uscire in sala nella ricorrenza del terzo anniversario della morte,
quindi tra febbraio e marzo, anche con un numero di copie abbastanza inusuale”. Inoltre, “C’è l’interesse di una pay tv, ma anche di una free, una rete Rai ci ha chiesto di poterla acquisire per una messa in onda sugli anni. La prova che il nome e la personalità di Lucio Dalla – conclude Sesti – hanno un destino popolare che era nelle premesse di questo film”.

Ciak Magazine 28 Novembre 2014

di Damiano Panattoni – 28 Novembre 2014

Mario Sesti, critico e giornalista cinematografico, nonché curatore del Festival di Roma e diretto artistico del Taormina Film Fest, nel 2003 ha firmato L’Ultima Sequenza, un documentario-inchiesta su un possibile finale perduto di e, proprio con questo lavoro, dopo anni di collaborazioni giornalistiche, saggi e lezioni universitarie, è stato selezionato dal Festival di Cannes e proiettato in tutto il mondo, da New York a Londra, fino a San Paolo. Sesti, siciliano e messinese DOC, per l’attività che svolge, è vicinissimo a moltissime personalità delle spettacolo ma, in un mondo per certi versi effimero come quello dello show biz, quante di loro si possono considerare amiche? Di sicuro per Sesti era un amico Lucio Dalla, innovatore musicale, poeta e uomo dalla personalità più sfaccettata e multiforme.

A più di due anni dalla scomparsa del cantautore italiano, Sesti gli rende omaggio con un documentario, intitolato emblematicamente Senza Lucio. L’opera, intimistica e riservata, va oltre il più semplice dei ricordi; è narrata da Marco Alemanno, compagno di Dalla fino alla sua morte e ora, così come racconta nella pellicola, erede del pensiero di Lucio, pronto a scrivere e raccontare quello che l’autore di Caruso era e, per certi versi, è ancora. Senza Lucio,prodotto da Massimiliano De Carolis, raccoglie le testimonianze di moltissimi volti vicini a Dalla, alcuni noti e altri no, ma tutti uniti dalla musica e dalla vita di uno dei più grandi artisti italiani. Ecco che tra commozione e risate compaiono Renzo Arbore, Stefano Di Battista, i Marta sui Tubi, Piera Degli Esposti, Peppe e Toni Servillo, John Turturro, i fratelli Taviani, Paolo Nutini e, addirittura, Charles Aznavour.

Senza Lucio è arrivato al 32° Torino Film Festival, inserito nella vivacissima categoria Festa Mobile e, per l’occasione, Ciak ha incontrato e intervistato Mario Sesti.

Mario, nel suo Senza Lucio lei si concentra molto di più sui dettagli, sulle sfumature. Ci sono moltissime fotografie delle mani di Dalla. Come mai questa scelta?
«In realtà le foto le ha fatte la persona a lui più vicina: Marco Alemanno. Questa prossimità si nota proprio dai dettagli, un po’ come un romanzo, con un punto di vista molto ravvicinato, con uno sguardo vicino che conosce bene i suoi modi e le sue abitudini, come mangia o come dorme. Queste foto raccontano le parti nascoste, costruiscono un rapporto di intimità che solo Marco conosceva».

Lei conosceva molto bene Lucio Dalla, qual era il suo dettaglio inconfondibile, che solo un amico sa cogliere?
«Innanzitutto la capacità di trasmettere curiosità nei tuoi confronti. Per il lavoro che faccio ho conosciuto molte persone celebri ma molti, quando sono curiosi per gli altri, oltre che per se stessi, lo fanno soprattutto per dovere, così da evitare di apparire troppo narcisisti o egocentrici. Lucio era diverso, gli interessavi sul serio se ti conosceva. Riusciva a trasmetterti una sorta di serenità. Il film parla proprio di quanto può mancare Dalla, finisce con la canzone Futura; aveva sempre un rapporto pacifico e positivo con il futuro Lucio, al contrario di oggi che con il futuro si ha sempre una relazione impaurita, con un orizzonte chiuso. Lui aveva la capacità di irrompere con una grazia positiva, ecco».

Nonostante l’amicizia nel documentario ha scelto di essere semplicemente un osservatore, facendo parlare gli altri. Lei, al posto loro, cosa avrebbe detto?
«Non c’è nulla che io abbia potuto dire più degli altri. Conoscevo bene Lucio ma non da tutta una vita come Michele Mondella o Piera Degli Esposti. Posso dire che facendo questo film ho capito molto di più su di lui, in fondo uno dei motivi più giusti per fare film è quello di capire le cose, non solo raccontarle o, addirittura, fare soldi. Anche se con i documentari non è il modo più sicuro per ottenere riscontri economici, nonostante l’investimento mio e di Massimiliano De Carolis. Tra l’altro Senza Lucio, dovrebbe arrivare in sala tramite la I Wonder con un numero sostanziale di copie. Ma, al netto di ciò, ho capito molte cose di Lucio, come il curioso ossimoro che c’era il lui: da un lato un’apertura verso gli altri, dall’altra un nocciolo privato che non ha condiviso con nessuno. Credo che questo il film lo racconti».

In Senza Lucio ci sono grandissime personalità: Arbore, i Taviani, Turturro, Degli Esposti e Aznavour. Mancano Ron e De Gregori, però. Pilastri della vita di Lucio. Ha provato a contattarli?
«La scelta è stata quella di ruotare un po’. Mi sono allontanato dagli omaggi stupendi passati in TV che raccontavano il Lucio da palcoscenico, diciamo. Quindi mi sono concentrato sulle cose non dette, non so quanti sappiano che Nutini e Azanavour avessero una passione per lui. Devo dirti che è stato un modo per far emergere la natura rinascimentale, era un musicista ma aveva una passione enorme per l’arte e il cinema stesso. Aveva un gusto eccelso per la messa in scena teatrale. Era giusto raccontare cose che non tutti sapevano. Per esempio, ti dico, che conoscendo Franco Battiato avrei potuto chiamarlo, ma ho voluto intenzionalmente evitare voci già sentite, lo stesso motivo per cui non ho inserito materiale di repertorio. Ho cercato di trovare altre immagini, registrando voci che fino ad ora non avevano ancora parlato».

Nel documentario si parla di un Lucio poliedrico e sempre attivo, che abbracciava diverse arti. E, proprio a riguardo del cinema, sapevi se aveva in mente un vero e proprio film da regista o sceneggiatore?
«Guarda… Non posso dire che avesse un copione nel cassetto ma non potrei nemmeno escluderlo. Da quando l’ho conosciuto, un po’ per celia, un po’ perché ci credeva, mi chiedeva sempre di fare un film insieme. Era sicuramente nel suo mirino, però forse avrebbe dovuto farlo quando la potenza di fuoco del cinema italiano era maggiore, magari negli anni ’70 qualcuno l’avrebbe fatto esordire. Era molto amico di Fellini, che addirittura andò ai suoi concerti per una settimana di seguito. Aveva una visione non convenzionale sul cinema: quando lo intervistai su Sorrentino mi disse che secondo lui, Sorrentino, passava la notte a vedere i film di Kitano, correlandolo al gusto estetico, sui costumi, le musiche, il movimento della macchina. Aveva del talento anche in ambienti a lui più distanti».

È più difficile omaggiare un amico o un grande artista?
«(Sospira ndr.) Eh… Bella domanda. In questo caso ero facilitato. Non so, ho fatto omaggi a persone che non avevo mai visto, come Germi o Fellini. Beh, posso dirti che per me fare questo film era metterci un’affettività che mi riguardava più da vicino, anche se non doveva comparire ma restare sullo sfondo. Volevo fare una cosa che ricordasse Lucio, che gli somigliasse, con semplicità e un gusto molto popolare che richiamasse proprio le sue canzoni, canzoni semplici, quasi naif, che hanno però un’intensità che le immagini naif non hanno, volevo cerca di rifare questo. Anche il modo un po’ turistico con cui abbiamo battuto i suoi ritiri, come l’Etna e le Tremiti. La cosa doveva essere vista con gli occhi di qualcuno che ama le canzoni di Lucio e quindi tutto sarebbe dovuto essere diretto, colorato, forte e più semplice possibile».

Il Tempo 29 novembre 2014

Torino Film Festival

Con il film «Senza Lucio» Sesti racconta il Dalla segreto

Lucio Dalla e Marco Alemanno? «Inseparabili». Così Mario Sesti, regista del documentario Senza Lucio», presentato ieri al 32° Torino Film Festival, descrive il rapporto quasi ventennale tra il cantautore scomparso il 1 marzo 2012 e l’attore, cantante e fotografo
italiano. «Nella mia esperienza erano inseparabili – ha spiegato Sesti – nella concretezza del vissuto erano sia amici, sia avevano una relazione di convivenza, con una cura uno per l’altro tipica delle persone che hanno tra di loro un sentimento molto forte, un’attenzione reciproca. Inoltre poi erano collaboratori molto stretti. Non c’era aspetto nel lavoro di Dalla, che fosse un disco, una rappresentazione teatrale, la regia di un’opera, o una collaborazione in un piccolo festival di cinema in cui lo invitavo io, che non li vedesse in una stretta forma di collaborazione. Tutti coloro che li hanno frequentati hanno percepito il fatto che non amassero che questa cosa venisse definita in una maniera convenzionale. E tutti coloro che li hanno frequentati hanno deciso che era giusto rispettare questo volere. Il sentimento che ho descritto sin dal titolo era qualcosa che provavo io profondamente quando Lucio Dalla è scomparso. Abbiamo trovato l’entusiasmo della distribuzione iWonder, per la capacità di promuovere i documentari in sala. Siamo d’accordo a farlo uscire in sala nella ricorrenza del terzo anniversario della morte, quindi tra febbraio e marzo, anche con un numero di copie abbastanza inusuale. Lucio è uno dei pochi cantautori degli anni ’70 che si sono tramandati anche alle generazioni successive».

Cinemagazine 28 novembre 2014

Senza Lucio: Sesti racconta Dalla

Torino, 28 Novembre – Un film per raccontare Dalla senza Dalla. Un racconto che nasce dall’assenza e nel vuoto che Lucio ha lasciato “dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi lo ha conosciuto”, così Mario Sesti racconta “Senza Lucio” in prima a Torino, che ripercorre la vita professionale con molte incursioni private di quel poeta della musica che è stato Dalla. Prodotto da Erma Films in collaborazione con Erma Production e distribuito da I Wonder Pictures, “Il film” come spiega Sesti “parte dalla sua assenza, dal vuoto che ha lasciato per far sentire a tutti in realtà quanto ci ha lasciato, lasciando un segno indelebile”. Nel film lo conferma il compagno di molti anni di Lucio Dalla, Marco Alemanno: “Lucio mi ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto” dice.
E proprio lui entra nella storia di Dalla, icona per molte generazioni di una musica che ha attraversato decenni. Nel film testimonianze di Piera Degli Esposti, Renzo Arbore, Peppe e Toni Servillo e tra gli altri Charles Aznavour, John Turturro, i Taviani, Isabella Rossellini ma anche un teologo e artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino.

Quotidiano Piemontese 28 novembre 2014

TFF32 Senza Lucio, delicato ritratto intimo diDalla

E’ molto bravo Mario Sesti a tracciare un ritratto di Lucio Dalla molto intimo e delicato. Senza Lucio è un doc ben fatto in cui però (e questa è la particolarità) Dalla quasi non compare. Solo qualche immagine e praticamente nulla della sua voce e della sua musica.

 

Sesti da voce alle persone che sono state più vicine a Dalla. O almeno ad alcune di loro, visto il panorama di estrema varietà dei contatti di Lucio. Tutto è guidato dalla voce del compagno marco, dalla sue considerazioni, dai suoi ricordi. Ai suoi però si aggiungono quelli di personaggi vari, tra i più intimi del cantante.
Ne viene fuori un ritratto delicato, dolce, in cui si parla della genialità dell’artista, della sua musica, delle sue passioni, dell’amore per la Puglia e per l’Etna. Sorprendentemente viene fuori molto poco la sua Bologna. E ancor più sorprendentemente non ascoltiamo praticamente mai la sua musica… se non suonata da altri. Nello specifico da Marta sui tubi, da Stefano di Battista e da Novesesti.
C’è invece molto clarinetto, moltissimo il rapporto con la madre. Il tutto corredato non dalle immagini di Dalla o dei suoi concerti ma da splendidi scorci della Puglia, della Sicilia, dell’Etna e delle Tremiti. non servirà a conoscere meglio l’arte di Lucio, ma senza dubbio a scoprire un po’ di più il suo animo.

Cinema italiano 28 novembre 2014

TFF32 – “Senza Lucio”, Sesti ricorda Dalla

di Luca Corbellini – 28 Novembre 2014

Presentato, nella sezione Festa Mobile – Ritratti d’artista ,”Senza Lucio” di Mario Sesti.
Lucio Dalla visto e raccontato dalla persona che gli è stata più vicino negli ultimi 20 anni, Marco Alemanno. Dal racconto del primo incontro fino alla crescita professionale, umana ed artistica maturata al fianco di questo talento unico della musica italiana. Alemanno ci
accompagna per mano nella vita di Lucio, a partire dagli anni 70.
Ci viene mostrato un Lucio forse inaspettato per noi fruitori di musica e di hit parade, ritengo però ricordato con un ritratto vero e sorprendente. Un Lucio insaziabile di curiosità, con un amore per il Meridione e di quasi venerazione per il vulcano Etna e la Sicilia.

Tanti interessi per il cinema con una costante ricerca di nuovi orizzonti artistici attraverso suoni, parole e musica. Il tutto poi condito da un incontenibile umorismo e voglia
di sorridere. Sono flashback intensi, anche attraverso interviste di amici e collaboratori, dove emergono ricordi dei momenti di Lucio più intimi: la contemplazione del mondo, la curiosità inesauribile per gli altri, il dolore nascosto della sua infanzia.
È uno splendido regalo che, con il suo racconto, ci ha fatto conoscere l’uomo unico e semplice Lucio Dalla, aldilà della sua fama di cantautore e musicista. “il film
parte dalla sua assenza, dal vuoto che ci ha lasciato” commenta il regista, “per far sentire a tutti noi quanto ci ha lasciato. Volevo mostrare quanto Lucio Dalla abbia intrecciato, nella sua vita, una fitta rete di relazioni, lasciando un segno indelebile in ognuno”

Radio Subasio 28 novembre 2014

“Senza Lucio”, il documentario che racconta l’aspetto più intimo di Dalla

Si intitola Senza Lucio il documentario presentato al Torino Film Festival, regia di Mario Sesti, che racconta l’aspetto più intimo, privato dell’artista scomparso. I luoghi del cuore, il grande talento e il rapporto con il successo. Un !lm che racconta l’artista anche
attraverso gli occhi di Marco Alemanno, la persona che più gli è stata vicina negli ultimi quindici anni. Ci sono poi le testimonianze di amici, di chi ha collaborato con Dalla e lo ha conosciuto bene, da Charles Aznavour a Paolo Nutini, da John Turturro ai fratelli Taviani, e ancora Isabella Rossellini, il teologo Enzo Bianchi, gli artisti Luigi Ontani e Mimmo Paladino e artisti-amici, Arbore e Stefano Di Battista – per citarne solo alcuni – e i Marta sui Tubi che nel corso del !lm eseguono alcune delle canzoni di Lucio. Senza Lucio dovrebbe uscire in sala tra febbraio e marzo, in occasione del terzo anniversario della morte di Dalla.

Cultura e Spettacoli 20 novembre 2014

Esce ‘Senza Lucio’, il film documentario sulla vita di Lucio Dalla

Diretto dal regista Mario Sesti, verrà presentato al Torino Film Festival il prossimo 28 novembre

di Elio Testa – 20 novembre 2014

Il 1° marzo 2012 moriva Lucio Dalla, uno dei più grandi artisti italiani. Estroverso, sempre nuovo, mai scontato ed eccezionale interprete del senso musicale del suo tempo, il cantautore bolognese ha lasciato un’eredità ben più grande di quella di cui recentemente si è parlato sui giornali, un’eredità fatta di brani impagabili come Caruso, Piazza Grande, L’anno che verrà, Cara e altri invece eclettici, quasi sperimentali, come Henna o Futura.
Dalla è stato più volte ricordato negli ultimi anni, e non solo nella sua Bologna, dove ancora oggi vengono quotidianamente suonati i suoi più grandi successi, ma anche in Italia e in Europa. E sono soprattutto i giovani a richiamarlo in causa: gruppi musicali, attori, fotografi: tutti attratti dalla spiccata e sensibile personalità del grande Lucio. Basti pensare all’ultimo Festival di Sanremo, quando il giovane cantautore scozzese Paolo Nutini si è presentato sul palco sulle note di Caruso.

Ma qualcosa ancora mancava. Basta fare un salto nella casa bolognese dell’artista per rendersene conto. E’ rimasto tutto come Lucio aveva lasciato prima di partire per la tournee europea nel corso della quale è poi scomparso. Libri, appunti, quadri, opere d’arte, arredamento etnico: tracce di una vissuta con interesse.
E la vita di Lucio Dalla, così particolarmente unica ed intensa, andava ripercorsa, dall’inizio. Lo ha fatto il regista messinese Mario Sesti, che ha ideato e diretto “Senza Lucio”, un film documentario sul grande cantautore che sarà presentato in anteprima al 32° Torino Film Festival il 28 novembre. “Questo film”, ha voluto specificare il regista, “nasce dall’esigenza di raccontare il vuoto che la morte di Lucio ci ha lasciato”. A raccontare la sua vita sarà l’attore e fotografo Marco Alemanno, con cui Dalla ha vissuto un percorso di crescita personale e professionale molto intenso. Hanno partecipato al lungometraggio anche Renzo Arbore, Toni Servillo, John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini, Enzo Bianchi e Mimmo Paladino.

 

Blog Nuovo Cinema Locatelli 28 novembre 2014

TorinoFilmFestival32. Recensione: SENZA LUCIO. Dalla raccontato da chi l’ha conosciuto bene

Senza Lucio di Mario Sesti. Contributi, tra gli altri, di Marco Alemanno, Peppe e Toni Servillo, Renzo Arbore, Piera Degli Esposti, Paola Pallottino, Isabella Rossellini, Paolo Nutini, JohnTurturro, Stefano Di Battista. Festa mobile /Ritratti d’artista.

di Luigi Locatelli – 28 Novembre 2014

Dalla raccontato da chi l’ha conosciuto bene o l’ha amato e ammirato. Ricostruzione di una vita d’artista che, come capita spesso con questo tipo di operazioni, abbonda di testimonianze non tutte così necessarie che finiscono con l’asfissiare il centro della narrazione. Fiumi di parole, e non sempre illuminanti, o rivelatrici di un qualche aspetto, di un qualche dettaglio. Resto dell’idea che, più che parlare di un musicista, sarebbe meglio fare sentite le sue opere. Nell’immensità dei contributi ci sono però cose interessanti. Marco Alemanno, la persona che più è stata vicina a Lucio Dalla negli ultimi anni (s’è molto parlato della sua esclusione dall’asse ereditario), racconta come si sono conosciuti. Era il 1997, Marco Alemanno ha 17 anni e sta girando per Bologna con la fidanzata. La quale riconosce il cantautore e lo ferma. Cominciò tutto così e Alemanno sarebbe rimasto accanto a Dalla fino alla fine. Belle le foto di Lucio bambino, spinto a calcare il palcoscenico in commedie e piccoli musical dalla mamma modista che adorava ogni forma di creatività. Con Renzo Arbore che si ricorda il piccolo Lucio accompagnare la madre quando scendeva a Foggia a vendere i suoi vestiti alle signore della città. Mamma Arbore era una delle sue clienti, ed è una storia incredibile davvero. Fra tanti elogi e tanti quanto-ci-manca (compreso, ed è una sorpresa, quello di Paolo Nutini), spiccano le voci non allineate di Piera Degli Esposto e Paola Pallottino, autrice del testo di 4 marzo 1943, che Dalla lo conobbero ragazzino a Bologna e ne ricordano anche i lati oscuri. Qualche cover di pezzi suoi da parte di vari interpreti, tra cui Marta sui Tubi (Dalla stava per produrre il loro nuovo album). Ma il migliore omaggio è di un fruttivendolo che, mentre sistema le sue cassette di peperoni e pomodori, canta Caruso.

Giornale dello Spettacolo 27 novembre 2014

Il Torino Film Festival ricorda Lucio Dalla

Senza Lucio è il documentario di Mario Sesti, presentato nella selezione ufficiale, in cui gli amici ricordano il cantante scomparso nel 2012.

Piera Degli Esposti, Renzo Arbore, Antonio Forcellino, Peppe e Toni Servillo, Stefano Di Battista, i Marta sui Tubi, Charles Aznavour, Paolo Nutini, John Turturro, Isabella Rossellini: sono solo alcuni dei personaggi del mondo dello spettacolo intervistati da Mario Sesti per confezionare “Senza Lucio”, documentario presentato nella selezione
ufficiale della 32esima edizione del Torino Film Festival, in cui si ricorda la figura di Lucio Dalla. “Tutto il film nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla” ha dichiara l’autore e regista. Lo spettatore è condotto nella carriera e nella vita privata del grande cantautore bolognese attraverso la voce di Marco Alemanno, suo ultimo compagno: lui e tutte le persone che hanno partecipato al film ripercorrono la loro amicizia con Dalla attraverso aneddoti, immagini, musica, suggestioni. “Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto” ha dichiarato Alemanno nel film, ma Sesti ha aggiunto: “La verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che c’era da sempre molto vicino”. “Il film parte dalla sua assenza, dal vuoto che ha lasciato – ha sottolineato Sesti – per far sentire a tutti noi quanto ci ha lasciato. Volevo mostrare quanto Lucio Dalla abbia intrecciato, nella sua vita, una fitta rete di relazioni, lasciando un segno indelebile in ognuno”.

All Music Italia 25 novembre 2014

LUCIO DALLA: UN DOCU-FILM E UNA MOSTRA FOTOGRAFICA PER RICORDARE IL GRANDE ARTISTA

Enrico Funari – 25 Novembre 2014

A quasi due anni di distanza dalla dolorosa ed improvvisa scomparsa di Lucio Dalla, continuano in giro per l’Italia eventi e manifestazioni pensati per celebrare il grandissimo ed indimenticato cantautore bolognese. Dopo i due concerti evento organizzati dalla Fondazione Lucio Dalla a Bologna nel mese di ottobre (ve ne avevamo parlato QUI), altri due momenti celebrativi stanno prendendo corpo: una mostra fotografica e un documentario sull’amatissimo artista. Capiamo meglio di cosa si tratta. Si intitola 4 Marzo 1943 la mostra fotografica che il comune di San Severino Marche (Macerata) dedicherà dal 6 dicembre al 18 gennaio ad un Lucio Dalla inedito: quello degli esordi nel gruppo musicale Flippers, band fondata con gli amici Jimmy Polosa e Romolo Forlai.
Un Dalla che non si era mai visto prima, dunque, raccontato attraverso gli scatti che lo stesso Romolo Forlai rubò durante il periodo di collaborazione con l’artista, immortalandolo in pose irriverenti e private, genuine e divertenti. Un centinaio di fotografie inedite in bianco e nero e alcune gigantografie a colori su forex, materiali prodotti a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, raccolti in un catalogo imperdibile per i fan di Lucio Dalla. L’idea di Forlai, ideatore ed organizzatore della mostra, è quella di regalare al pubblico scene della vita quotidiana di un giovane Lucio Dalla per far conoscere ancora più da vicino questo grandissimo artista e dar vita ad un evento celebrativo affascinante ed unico nel suo genere. La mostra, patrocinata dalla Fondazione Lucio Dalla di Bologna e dal Comune di San Severino Marche, in collaborazione con
la Pro Loco di San Severino Marche, sarà ad ingresso gratuito e si svolgerà nella foresteria di palazzo Collio. All’inaugurazione, oltre ovviamente allo stesso forografo Romolo Forlai, saranno presenti i Flippers al gran completo, oltre che i giornalisti ed esperti musicali Dario Salvatori e Maurizio Becker che intervengono anche con i loro interventi nel prezioso catalogo della mostra, edito da Hexagon Group. L’intento degli organizzatori è quello di rendere questo importante evento itinerante e portare così la mostra in varie città
italiane ed estere nel corso del 2015. Veniamo ora all’altro appuntamento targato Lucio Dalla. Sarà presentato in anteprima venerdì 28 novembre durante la 32esima edizione del Torino Film Festival il film Senza Lucio,
documentario scritto e diretto da Mario Sesti che ripercorre la vita artistica e personale di Dalla attraverso le testimonianze di artisti ed amici che ben lo conoscevano e che con lui hanno vissuto momenti indimenticabili.
La narrazione è affidata a Marco Alemanno, storico compagno del cantautore bolognese, che non si limiterà a descrivere il proprio percorso di vita al fianco di Dalla, ma prenderà idealmente per mano gli spettatori e li guiderà attraverso i racconti degli illustri personaggi che hanno voluto partecipare in prima persona all’iniziativa: Piera Degli Espositi, Renzo Arbore, Antonio
Forcellino, Peppe e Toni Servillo, Stefano Di Battista, Marta Sui Tubi, Charles Aznavour, Paolo Nutini, John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini, Enzo Bianchi, Mimmo Paladino, Luigi Ontani ed altri ancora.

Suoni e Strumenti 25 novembre 2014

Lucio Dalla ricordato attraverso gli occhi di amici e colleghi nel docu-film “Senza Lucio”

di Monica Rubini – 25 Novembre 2014

“Senza Lucio”, è il titolo del docu-film dedicato al grande Lucio Dalla scomparso l’1 marzo del 2012, che verrà presentato in anteprima nazionale venerdì 28 novembre durante il “Torino Film Festival” per poi approdare nelle sale cinematografiche italiane. Scritto e diretto da Mario Sesti “Senza Lucio” racconta il cantautore bolognese attraverso gli occhi della persona che gli è stata più vicina negli ultimi 20 anni, Marco Alemanno: il loro incontro, la sua crescita umana, professionale e artistica a fianco del celebre cantante.
Ma si addentra anche negli aspetti più quotidiani e profondi, dall’amore per il Meridione alla passione per il cinema, dal rapporto con la musica alla bulimica curiosità di gettarsi in nuove avventure artistiche, dalla frenesia mercuriale all’inesauribile umorismo. A questo si aggiungono i racconti e le testimonianze di amici e colleghi quali artisti Renzo Arbore, Peppe e Toni Servillo, Stefano Di Battista, Marta sui Tubi, Charles Aznavour, Paolo Nutini, John Turturro, i fratelli Taviani. Piera degli Esposti e Isabella Rossellini. Tutte le testimonianze sono legate l’una all’altra dalla voce narrante di Marco Alemanno, che Sesti ha scelto come filo conduttore per il suo profondo legame con Dalla.

Sfera Magazine 22 novembre 2014

“Senza Lucio”, il film documentario su Lucio Dalla

A poco più di due anni dalla sua scomparsa arriva il film documentario che ripercorre la vita del grande autore Bolognese.

di Alessia Locicero – 22 novembre 2014

Musicista di formazione jazz, è stato uno dei più importanti, influenti e innovativi cantautori italiani. Alla ricerca costante di nuovi stimoli e orizzonti, si è addentrato con curiosità ed eclettismo nei più svariati generi musicali, collaborando e duettando con molti artisti di fama nazionale e internazionale.

Oggi, a quasi 3 anni dalla sua scomparsa, è in procinto di essere presentato un film documentario che ripercorre la vita del grande autore bolognese.

“Tutto il film nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla”, così dichiara Mario Sesti autore e regista di “Senza Lucio” film documentario, che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata del grande autore bolognese.
Prodotto da Erma Films in collaborazione con Erma Production e distribuito da I Wonder Pictures, il film sarà presentato in anteprima al 32° Torino Film Festival il 28 novembre.
Come dice Marco Alemanno nel film: “Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto” – sottolinea Sesti e aggiunge -, ma la verità è che, quando è morto, tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che c’era da sempre molto vicino”.
Ed è proprio Marco Alemanno a condurre per mano lo spettatore nella vita di Lucio Dalla, autore e musicista, ma anche personaggio pubblico che ognuno, almeno a partire dagli anni ’70, sente come mito o compagno di strada, come icona di creatività, ironia e libertà, ma anche un po’ come parte della propria vita e della propria famiglia.
“Il film parte dalla sua assenza, dal vuoto che ha lasciato – continua Sesti – per far sentire a tutti noi quanto ci ha lasciato. Volevo mostrare quanto Lucio Dalla abbia intrecciato, nella sua vita, una fitta rete di relazioni, lasciando un segno indelebile in ognuno”.
Tanti gli amici di una vita che hanno regalato al film il personale ritratto del grande artista bolognese: Piera Degli Esposti, Renzo Arbore, Antonio Forcellino, Peppe e Toni Servillo, Stefano Di Battista e i Marta sui Tubi. Ma anche star internazionali come Charles Aznavour o Paolo Nutini; attori e autori di cinema con cui ha lavorato come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino.

Repubblica 21 Novembre 2014

Film su Lucio Dalla, anteprima a Sorrento

Appuntamento il 30 al teatro Tasso per le Giornate professionali del cinema

di Gianni Valentino – 21 novembre 2014

 

Lucio Dalla torna a Surriento. Laddove scrisse la memorabile “Caruso”, sporgendosi  –  silenzioso e eccitato  –  dal davanzale di una suite dell’hotel Vittoria. Che, più tardi, ha voluto celebrare il compianto cantautore bolognese intitolando a lui proprio una seconda suite. Gemella di quella dedicata all’indimenticato tenore napoletano.

Domenica 30 novembre alle 21.30 al teatro Tasso, per la 37esima edizione delle “Giornate di cinema” ecco in anteprima “Senza Lucio”, il documentario di Mario Sesti prodotto da Erma Films, e girato in parte anche in Costiera, che riassume la vita professionale/privata di Lucio Dalla, con la voce narrante dell’attore e compagno Marco Alemanno e i ricordi di tanti amici e partner creativi: Toni e Peppe Servillo, Mimmo Paladino e Luigi Ontani; e ancora Renzo Arbore, Piera Degli Esposti, Charles Aznavour, i fratelli Taviani, John Turturro, la rock band Marta sui Tubi, il sassofonista Stefano Di Battista.

Venerdì 5 dicembre, invece, è pronto un secondo omaggio, a Sophia Loren, cittadina onoraria di Sorrento: alle 21.30 al teatro Tasso la proiezione del film di Ettore Scola “Una giornata particolare”, nella quale l’attrice che da poco ha compiuto 80 anni recita accanto a Marcello Mastroianni. La pellicola è nella versione restaurata a cura della Cineteca nazionale in collaborazione con Surf Film.

In calendario, per la rassegna dedicata agli operatori dell’industria cinematografica e agli appassionati del grande schermo, che rientra nella manifestazione “M’illumino d’inverno”, anche altre anteprime (“Big Hero 6″ della Disney e “Il nome del figlio” di Francesca Archibugi) e dialoghi con attori e registi. Tra gli ospiti attesi, Vincenzo Marra, Alessandro Siani, Carlo Verdone, Maria Grazia Cucinotta e Ambra Angiolini. Il 3 dicembre, come da tradizione, la consegna dei Biglietti d’oro relativi alla precedente stagione produttiva

Libero Quotidiano 28 novembre 2014

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Ansa 20 novembre 2014

Lucio Dalla: esce il documentario ‘Senza Lucio’ di Mario Sesti

Insieme a tanti grandi come Arbore, Servillo, Isabella Rossellini e John Turturro ESCLUSIVA

 

“Tutto il film nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla”, così dichiara Mario Sesti autore e regista di “Senza Lucio” film documentario, che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata del grande autore bolognese.

Prodotto da Erma Films in collaborazione con Erma Production e distribuito da I Wonder Pictures, il film sarà presentato in anteprima al 32° Torino Film Festival il 28 novembre.

Come dice Marco Alemanno nel film: “Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto” – sottolinea Sesti e aggiunge -, ma la verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che c’era da sempre molto vicino”.

Ed è proprio Marco Alemanno a condurre per mano lo spettatore nella vita di Lucio Dalla, autore e musicista ma anche personaggio pubblico che ognuno, almeno a partire dagli anni ’70, sente come mito o compagno di strada, come icona di creatività, ironia e libertà, ma anche un po’ come parte della propria vita e della propria famiglia.

“Il film parte dalla sua assenza, dal vuoto che ha lasciato – continua Sesti – per far sentire a tutti noi quanto ci ha lasciato. Volevo mostrare quanto Lucio Dalla abbia intrecciato, nella sua vita, una fitta rete di relazioni, lasciando un segno indelebile in ognuno”.

Tanti gli amici di una vita che hanno regalato al film il personale ritratto del grande artista bolognese: Piera Degli Esposti, Renzo Arbore, Antonio Forcellino, Peppe e Toni Servillo, Stefano Di Battista e i Marta sui Tubi. Ma anche star internazionali come Charles Aznavour o Paolo Nutini; attori e autori di cinema con cui ha lavorato come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino.

 

Gazzetta del Sud 20 novembre 2014

Film documentario su Lucio Dalla

“Tutto il film nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla”, così dichiara Mario Sesti autore e regista di “Senza Lucio” film documentario.

Film documentario su Lucio Dalla

“Tutto il film nasce dal desiderio di condividere con chiunque il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla”, così dichiara Mario Sesti autore e regista di “Senza Lucio” film documentario, che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata del grande autore bolognese.

Prodotto da Erma Films in collaborazione con Erma Production e distribuito da I Wonder Pictures, il film sarà presentato in anteprima al 32° Torino Film Festival il 28 novembre.

Come dice Marco Alemanno nel film: “Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sè per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto” – sottolinea Sesti e aggiunge -, ma la verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che c’era da sempre molto vicino”.

Ed è proprio Marco Alemanno a condurre per mano lo spettatore nella vita di Lucio Dalla, autore e musicista ma anche personaggio pubblico che ognuno, almeno a partire dagli anni ’70, sente come mito o compagno di strada, come icona di creatività, ironia e libertà, ma anche un po’ come parte della propria vita e della propria famiglia.

“Il film parte dalla sua assenza, dal vuoto che ha lasciato – continua Sesti – per far sentire a tutti noi quanto ci ha lasciato. Volevo mostrare quanto Lucio Dalla abbia intrecciato, nella sua vita, una fitta rete di relazioni, lasciando un segno indelebile in ognuno”.

Tanti gli amici di una vita che hanno regalato al film il personale ritratto del grande artista bolognese: Piera Degli Esposti, Renzo Arbore, Antonio Forcellino, Peppe e Toni Servillo, Stefano Di Battista e i Marta sui Tubi. Ma anche star internazionali come Charles Aznavour o PaoloNutini; attori e autori di cinema con cui ha lavorato come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino.

Optimagazine 20 novembre 2014

La vita Senza Lucio

Lucio Dalla visto con gli occhi di chi lo ha amato, in un film documentario presto in uscita

di Gianluca Ferri – 20 novembre 2014

Sarà presentato al 32° Torino Film festival, il 28 novembre, il film documentario Senza Lucio, un lavoro completamente dedicato al grande autore bolognese scomparso due anni fa, precisamente il 1 marzo 2012. Prodotto da Erma Films, in collaborazione con Erma Production e distribuito da I Wonder Pictures, Senza Lucio nasce da un’idea di Mario Sesti, uno degli organizzatori del primo Festival del cinema di Roma, regista, giornalista e critico cinematografico italiano.

Sesti, oltre a essere l’autore, è anche il regista di questo film che porta con estrema delicatezza sul grande schermo le immagini della vita privata e professionale di Lucio Dalla, attraverso il susseguirsi delle testimonianze dei colleghi di una vita e degli amici più stretti. Nel film scorrono una dopo l’altra parole di Toni Servillo, Renzo Arbore, John Turturro, Paolo Taviani e tanti altri. Tutte legate dalla voce narrante di Marco Alemanno, che Sesti ha appositamente voluto come filo conduttore di questo commovente ricordo corale, proprio perché con Dalla aveva un profondo legame, fatto di esperienze e progetti comuni. “Ho avuto la fortuna di stargli accanto – ha detto Alemanno – non voglio tenermela solo per me. Quando ero con lui ero così tanto felice, mi sentivo come fossi in giostra – continua – in uno stato di leggerezza, e la felicità è molto vicina alla leggerezza”.

Dietro le parole, a fare da sfondo ai ricordi, c’è spesso il mare, tante volte cantato da Lucio Dalla, culla dei suoi pensieri più malinconici e allo stesso tempo più felici. Una dimensione che offre l’atmosfera perfetta anche per riflettere sulla riservatezza e sulla discrezione con cui il cantautore bolognese ha sempre affrontato molti aspetti della sua vita privata, dall’amore alla fede religiosa. Proprio quei lati silenziosi di Dalla che hanno fatto più rumore al momento della morte, in particolar modo la relazione con Alemanno e la volontà di celebrare i funerali in chiesa.

 

La Stampa 19 novembre 2014

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Siae 19 novembre 2014

Al TFF il film dedicato a Lucio Dalla                 

Regia di Mario Sesti     

Il 27 novembre a Torino, nell’ambito della 32° edizione del Torino Film Festival verrà proiettato il film di Mario Sesti “Senza Lucio”, dedicato a Lucio Dalla. Tra gli interpreti Marco Alemanno, Charles Aznavour, Piera Degli Esposti, Paolo Nutini, John Turturro, Paolo Taviani, Vittorio Taviani, Enzo Bianchi, Luigi Ontani, Mimmo Palladino, Ernesto Assante, Gino Castaldo, Renzo Arbore, Stefano Di Battista, Paola Pallottino, Michele Mondella, Beppe d’Onghia, Antonio Forcellino, Beppe Servillo, Toni Servillo, Paolo Tagliapietra.
Il film – ha dichiarato il regista Mario Sesti – “è soprattutto il racconto più interno (cosa pensava Dalla di se stesso, del suo talento, del suo successo?), sono i suoi momenti più appartati (la contemplazione del mondo, la curiosità insaziabile per gli altri, il dolore remoto della sua infanzia), che nel film fanno conoscere un Lucio Dalla che pochissimi hanno avuto la possibilità di sentir raccontare. Ma il racconto di Marco Alemanno ci porta sorprendentemente in uno stato d’animo che conosciamo meglio di quanto sospettiamo: tutti noi abbiamo provato una sensazione di perdita alla sua scomparsa”.

La Stampa 12 novembre 2014

Tff, Ozpetek presidente di giuria. Il più atteso? Il nuovo Allen

La direttrice Martini lancia un Festival che guarda all’insolito e al curioso

di Fulvia Caprara – 12 Novembre 2014

L’avvio è spumeggiante, con la commedia di Anne Fontaine Gemma Bovery, tratta dalla graphic novel di Posy Simmonds e affidata all’intelligente bellezza di Gemma Arterton. La chiusura è da colpo di fulmine, con Wild diretto da Jean Marc-Vallée (il regista del film Oscar Dallas buyers club), sceneggiato dal venerato Nick Hornby, interpretato da Reese Witherspoon e accompagnato da brani dei R.E.M., di Simon & Garfunkel, di Bruce Springsteen, di Leonard Cohen. Insomma, un tripudio di musica e immagini affascinanti del viaggio di 1600 chilometri, lungo il Pacific Crest Trail, tra Messico e Canada, compiuto dalla protagonista Cheryl Strayed, completamente sola, faccia a faccia con la natura più selvaggia.

In mezzo a questi due appuntamenti di forte richiamo scorre il 32° Tff, firmato dal direttore Emanuela Martini, guidato dal principio della curiosità, popolato da grandi nomi, ma concentrato sulla missione che lo contraddistingue: «Scoperta del nuovo e dell’insolito, che significa anche riuscire ad avere sobbalzi davanti a certe emozioni, e coraggio di rinunciare a qualcosa per scommettere su qualcos’altro». Alla giuria, presieduta da Ferzan Ozpetek, toccherà valutare i 15 film di «Torino 32», inediti in Italia, opere prime, seconde, al massimo terze, che indicano interessi, tendenze e passioni dei giovani autori del mondo, dalla Nuova Zelanda all’Argentina, dagli Usa alla Svezia, dalla Germania all’Italia in competizione con Frastuono di Davide Maldi e N-capace di Eleonora Danco: «Tra i temi ricorrenti – dice Martini – l’adolescenza, l’amore, e il lavoro, in maniera però diversa dal passato, cioè inteso soprattutto come mancanza».

Fuori gara titoli attesissimi, da Magic in the moonlight di Woody Allen a The homesman di Tommy Lee Jones, da The theory of everything di James Marsch sull’astrofisico Stephen Hawking a The disappearance of Eleanor Rigby di Ned Benson, da A second chance di Susanne Bier alla commedia dei «borisiani» Ciarrapico, Torre e Vendruscolo, Ogni maledetto Natale, controcanto sardonico ai soliti, deprimenti, rituali delle festività.

Il cinema alto, come quello della filmaker Josephine Decker, protagonista di uno speciale omaggio, si mescola con quello di genere, spesso horror. Il restauro di Profondo rosso con il documentario Togliattigrad sulla costruzione, alla fine dei ’60, nel cuore della steppa, della gigantesca città-fabbrica. Senza Lucio di Mario Sesti, ricordo di Dalla attraverso le parole di Marco Alemanno, con Diplomacy di Volker Schlondorff sulla notte del ’44 in cui Parigi doveva saltare in aria e invece non saltò.

Il «Gran Premio Torino» va alla star dei video musicali Julian Temple, quello dedicato a Maria Adriana Prolo al maestro dell’animazione Bruno Bozzetto, la retrospettiva «New Hollywood» si chiude con un libro e un convegno, oltre che con una seconda sventagliata di pellicole epocali. Contando su un’incrollabile passione per il cinema (4000 film visionati), su un budget piccolo e ulteriormente ridotto (2 milioni e 200 mila euro, contro i 2 milioni 400 mila dell’anno scorso), il direttore Martini e i suoi collaboratori hanno costruito un festival che propone 197 titoli, di cui 45 sono anteprime mondiali e 70 italiane: «Tutti i film che proponiamo hanno un loro perché. Il mio auspicio è che il pubblico li ami come li abbiamo amati noi».

Il Fatto Quotidiano 11 novembre 2014

Torino Film Festival 2014, il programma. Ferzan Ozpetek presidente di giuria

Quindici film in concorso tra cui due esordi italiani: Frastuono di Davide Maldi, Lorenzo Maffucci e Nicola Ruganti e N-Capace di Eleonora Danco. Per le proposte internazionali la premiére italiana di Magic in the Moonlight di Woody Allen, quella europea di La teoria del tutto di James Marsh sul fisico Stephen Hawking, il film di chiusura Wild del canadese Jean Marc Vallée

di Anna Maria Pasetti – 11 novembre 2014

Il rigore cinefilo di Nanni Moretti, la riscoperta del passato di Gianni Amelio e l’intelligenza pop di Paolo Virzì. Il 32° Torino Film Festival sarà un melange della triade, a cui si aggiunge l’inossidabile curiosità diEmanuela Martini. Nella sapiente evocazione dei suoi tre illustri predecessori, la direttrice della kermesse torinese ha così introdotto il “carattere” dell’edizione che la vede – meritatamente – per la prima volta ufficializzata alla guida solitaria del festival di cui per svariati anni è stata “vice” di qualcun altro.
Con 197 film in cartellone, lo “sterminato” programma si articolerà sotto la Mole dal 21 al 29 novembre, e punterà su un concorso di “opere prime, seconde e una terza, con giovani autori che guardano a se stessi, agli adolescenti, ma anche alle storie di sentimenti e al cinema di genere”, su varie sezioni off competition con “grandi titoli che fanno da traino – senza oscurarli – a film più piccoli”, su molteplici forme e formati del documentario, e sulla ghiotta seconda parte della retrospettiva New Hollywood “Suicide is Painless: il nuovo cinema americano 1967-1976”, il tutto per un budget di 2,2 milioni di euro (nel 2013 erano 2,4).

A guidare la giuria del concorso internazionale Torino 32 è il regista turco italianizzato Ferzan Ozpetek, che si troverà a scegliere fra 15 opere dal mondo, tra le quali due esordi italiani: Frastuono di Davide Maldi, Lorenzo Maffucci e Nicola Ruganti e N-Capace di Eleonora Danco. Ma l’offerta italiana, come prevedibile, è più che nutrita all’imminente TFF: totalmente tricolore è ad esempio è la sezione Diritti & Rovesci auto-inventatasi dal direttore artistico uscente Paolo Virzì quest’anno nominato a “guest director”.
Quasi esclusivamente al femminile, si concentra sul tema del (l’assenza di) lavoro e vede protagonisteAntonietta De Lillo con Let’s GoSusanna Nichiarelli con Per tutta la vitaWilma Labate con Qualcosa di noiCostanza Quatriglio con Triangle ed Erika Rossi e Giuseppe Tedeschi con Il viaggio di Marco Cavallo. Ma protagonisti dal Belpaese sparsi nella “torinese” saranno anche Daniele Gaglianone col doc sulla Val di Susa Qui, Michele Placido coll’ampliamento cinematografico della piéce teatrale di Filippo Gili, Prima di andar via, Gian Piero Palombini & Federico Schiavi col documentario sulla nascita di Togliattigrad, Mario Sesti con un lavoro omaggio al compianto Dalla: Senza Lucio.
Per quanto riguarda le proposte internazionali, d’indubbia attrazione mediatica e di pubblico sono la premiére italiana di Magic in the Moonlight di Woody Allen, quella europea di La teoria del tutto diJames Marsh sul fisico Stephen Hawking, il film di chiusura Wild del canadese Jean Marc Vallée. Di certa presa sul pubblico cinefilo il nuovo horror del giapponese cult Sion Sono (Tokyo Tribe) e un documentario del recente vincitore del Pardo d’oro a Locarno, il filippino Lav Diaz, Storm Children – Book 1, nonché la decisione di assegnare il Gran Premio Torino all’eccentrico e straordinario autore britannico Julien Temple. Da segnalare che nel pomeriggio del 24 novembre sarà presentata l’edizione home video di Belluscone di Franco Maresco, già concorrente alla veneziana Orizzonti: per l’occasione saranno proiettate alcune scene degli Extra accompagnati dal commento di Marco Travaglio.

Il Velino 11 novembre 2014

Autentico ed essenziale, arriva il Torino Film Festival della Martini

Virzì fa da Guest Director, Ozpetek presiede la giuria. Tra i titoli più attesi “Magic in the Moonlight” di Allen e “A Second Chance”di Bier. Tra le chicche il restauro di “Profondo Rosso” e il film su Lucio Dalla

di onp – 11 novembre 2014

Un’edizione senza fronzoli, che si nutre solo di buon cinema. Questa è sulla carta la 32esima del Torino Film Festival (Tff) che aprirà i battenti il 21 novembre con un’unica padrona di casa, il neodirettore Emanuela Martini, la prima donna e critica cinematografica al timone della manifestazione, testimone passatogli da Nanni Moretti (con cui ha collaborato nell’organizzazione del festival), Gianni Amelio e Paolo Virzì. Ma quest’ultimo, ora impegnato negli Stati Uniti a promuovere il suo “Capitale Umano” in corsa agli Oscar, non mancherà. Da Guest Director cura la sezione Diritti & Rovesci che assegnerà il Premio Cipputi. Tra i candidati il nuovo film di Wilma Labate, “Qualcosa di noi”. “Nel mio Tff ci sarà un po’ di Nanni, un po’ di Gianni e po’ di Paolo. E poi ci sarà tanta Emanuela, naturalmente”, dice il direttore Martini che, confermando la scelta già cominciata prima di lei di non avere la madrina, aprirà il sipario con il film “Gemma Bovery”. Il film è una commedia eccentrica e amara che racconta le disavventure sentimentali di una giovane donna, Gemma (Gemma Arterton), alla prese con gli inganni dell’amore e con la potenza della creazione artistica. Il film, distribuito in Italia da Officine Ubu nei primi mesi del 2015, è ispirato all’omonima graphic novel del 1999 di Posy Simmonds, autrice di “Tamara Drewe”, da cui Stephen Frears ha tratto un film nel 2010. La regista Anne Fontaine sarà presente alla cerimonia di apertura del Festival, il 21 novembre al Lingotto.
Il 29 novembre sarà “Wild” di Jean-Marc Vallée a decretare la chiusura della kermesse. Prodotto e interpretato da Reese Witherspoon e sceneggiato da Nick Hornby, “Wild” è basato sull’autobiografia di Cheryl Strayed, una ragazza che decide di lasciarsi alle spalle una vita passata tra droghe e amori sbagliati per avventurarsi lungo il Pacific Crest Trail, il sentiero che va dal confine con il Messico a quello con il Canada. La serata di chiusura sarà presentata da Anna Mazzamauro. A presiedere la giuria Ferzan Ozpetek, affiancato da Debra Granik e Carolina Crescentini. 197 i film in programma, di cui 45 prime mondiali, 23 anteprime internazionali, 70 italiane e 3 europee. Fra i titoli più attesi dal pubblico “Magic in the Moonlight”, di Woody Allen, che arriverà a dicembre nei cinema italiani. E “A Second Chance”, il nuovo film di Susanne Bier, tornata a girare in Danimarca con un’opera di straordinaria intensità emotiva. Un thriller morale destinato a far discutere. Nel cast: Nikolaj Coster-Waldau, Maria Bonnevie, Ulrich Thomsen, Nikolaj Lie Kaas, Lykke May Andersen. Due poliziotti, Andreas e Simon, conducono vite molto diverse: uno è felicemente sposato e ha da poco avuto un bambino, l’altro ha distrutto il proprio matrimonio, la propria carriera e il rapporto col figlio. Ma un apparente caso di violenza domestica e l’incredibile catena di eventi che seguono metteranno in gioco il destino di tutti…
Il premio Gran Torino sarà assegnato al regista britannico Julien Temple, quello alla carriera Maria Adriana Prolo a Bruno Bozzetto. Amante del cinema horror, tra le chicche del festival presentate dalla Martini c’è la versione restaurata di “Profondo Rosso” che sarà presentato da Dario Argento in persona. Un film indimenticabile per il geniale puzzle narrativo, per l’esasperante suspense, per la presenza del protagonista di Blow-up David Hemmings, per il clamoroso ritorno sulle scene della diva dei telefoni bianchi Clara Calamai, per l’inquietante colonna sonora, in cui il rock progressive dei Goblin incrocia le sonorità jazz di Giorgio Gaslini, e per la capacità di racchiudere e portare a compimento l’irripetibile stagione del thriller all’italiana. Un vertice della cinematografia italiana, conosciuto, studiato ed imitato in tutto il mondo. Il restauro digitale è stato eseguito presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata (Bologna), avvalendosi della collaborazione di Luciano Tovoli, direttore della fotografia dei film di Argento.
Per i cinefili amanti del rock sarà irrinunciabile “20,000 Days on Earth” (Regno Unito, 2014), di Iain Forsyth e Jane Pollard, film che ricostruisce tra realtà e finzione la ventimillesima giornata della vita di Nick Cave. Mentre per gli amanti della musica italiana imperdibile sarà “Senza Lucio”, il film documentario di Mario Sesti, prodotto da Erma Film in collaborazione con Erma Production che ripercorre per immagini e voci la vita professionale e privata di Lucio Dalla. È Marco Alemanno a condurre per mano lo spettatore nella vita di Lucio Dalla. “Tutto il film nasce dal desiderio di condividere il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla – dichiara Mario Sesti -. Come dice Marco Alemanno nel film: ‘Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sé per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto’. Ma la verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che ci era da sempre molto vicino”. Tanti gli amici di una vita che hanno regalato al film il personale ritratto del grande artista bolognese: Piera Degli Esposti, Renzo Arbore, Antonio Forcellino, Peppe e Toni Servillo, Stefano Di Battista e i Marta sui Tubi. Ma anche star internazionali come Charles Aznavour o Paolo Nutini; attori e autori di cinema con cui ha lavorato come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino.

INFORMAZIONI UTILI – È aperta sul sito del Tff la biglietteria online per l’acquisto di biglietti e abbonamenti. La biglietteria online permetterà solamente l’acquisto di biglietti e abbonamenti a tariffa intera. Biglietti e abbonamenti a tariffa ridotta saranno acquistabili esclusivamente presso le casse dei cinema Massimo e Reposi a partire dal 21 novembre alle 11.

Catania Today 2 luglio 2014

“Senza Lucio”, un film sull’Etna in omaggio a Dalla

2 Luglio 2014

 

Anche l’antica sede del Parco dell’Etna sarà protagonista nel film “Senza Lucio”, del regista Mario Sesti, prodotto dalla Erma Production, che racconterà il personaggio Lucio Dalla e la sua storia straordinaria. Il lungometraggio è stato realizzato tra Bologna, Isole Tremiti, Etna coinvolgendo le persone che hanno avuto un ruolo importante nella vita del grande artista bolognese scomparso. La parte conclusiva delle riprese del film, effettuate nei giorni scorsi con la guida del produttore Massimo De Carolis, accompagnato e supportato nella individuazione delle “location” dal responsabile della fruizione del Parco Francesco Pennisi e da Leonardo Patti, ex sindaco di Sant’Alfio e amico di Dall, ha avuto come scenari Milo – dove l’artista aveva casa -, Sant’Alfio e il Castagno dei cento cavalli, ma anche zone del vulcano che Lucio Dalla raggiungeva spesso con la sua moto.

Sono state inoltre realizzate interviste con tanta gente che lo ha conosciuto nei luoghi che più frequentava. Una serie di riprese sono state effettuate anche nell’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena sede del Parco dell’Etna: con il drone sull’antico vialetto d’ingresso, sull’arco, sulle cisterne, e riprese video della struttura. La presidente Marisa Mazzaglia, che ha voluto incontrare la troupe, ha invitato il produttore a presentare in anteprima il film presso la sede del Parco. Il film sarà arricchito dalle testimonianze di chi ha collaborato con Lucio Dalla e lo ha conosciuto meglio in Italia ,come di chi lo ha amato e conosciuto, all’estero: musicisti come Caetano Veloso e Chico Buarque de Hollanda, attori e autori di cinema che hanno conosciuto e lavorato con Dalla come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabelle Huppert, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani, scrittori come Valerio Magrelli e critici musicali come Ernesto Assante e Gino Castaldo

 

La Repubblica 7 agosto 2014

Mario Sesti racconta Dalla “Senza Lucio, orfani di un genio”

di Emanuela Giampaoli – 7 Agosto 2014

C’è il cantautore scozzese Paolo Nutini che ricorda quando adolescente, passava i pomeriggi alla periferia di Glasgow ascoltando Lucio Dalla, eredità del padre italiano. C’è Charles Aznavour che voleva assolutamente produrre i suoi dischi. C’è John Turturro che confessa di essere un suo fan sin dai tempi in cui aveva sentito la colonna sonora di “Mamma Lucia” con Sophia Loren. […]

Senza Lucio
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